WASHINGTON -- Si chiama Khalid Shaikh Mohammed, è kwatiano ed è un esponente di punta di al Qaeda, l’organizzazione terroristica di Osama bin Laden: è lui in questo momento il ricercato numero uno dalle autorità americane per gli attacchi terroristici dell’11 settembre, di cui viene considerato lo stratega.
Il suo nome è stato fatto da Abu Zubaydah - ex numero tre della stessa rete terroristica, attualmente nelle mani degli americani - che avrebbe descritto Mohammed come una figura di spicco nell’organizzazione degli attentati.
Mohammed, che dovrebbe avere circa 37 anni, è anche accusato di aver svolto un ruolo cruciale nel piano - concepito a Manila, sempre dai vertici di al Qaeda, nella prima metà degli anni '90 - che puntava a dirottare e abbattere contemporaneamente 12 aerei commerciali americani diretti dall’Asia agli Stati Uniti.
l’uomo infine - su cui è stata posta una taglia di 25 milioni di dollari - è il nipote di Ramzi Yousef, ossia colui che nel 1993 ideò e coordinò il primo attentato al World Trade Center.
Dopo mesi di indagini le autorità americane cominciano insomma a mettere insieme i tanti pezzi di un puzzle che pare ormai collegare chiaramente tra loro - proprio attraverso la figura di Mohammed - molte vicende oscure di questi ultimi anni.
Si è saputo ad esempio che nel 1995 le autorità filippine informarono l’Fbi di alcuni documenti ritrovati nel nascondiglio di Yousef in cui si parlava apertamente di una "missione suicida" basata sul dirottamento di un aereo commerciale e del suo utilizzo come arma contro la sede della Cia.
E sempre da Manila arrivarono informazioni relative ad altri possibili obiettivi come il Pentagono, il World Trade Center o torri di San Francisco e Chicago. Non è chiaro al momento che fine abbiano fatto queste relazioni una volta giunte
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