Lunedì giornata di lutto nazionale
l’ex comandante delle forze aeree di Kiev, Viktor Strelnikov, e altri tre altri responsabili dell’aeronatica militare sono stati messi agli arresti perché, secondo il comunicato emesso dalla procura generale, sospettati di ''negligenza professionale con conseguenze gravi''.
Il ministro della Difesa, Vladimir Shkidchenko, nominato a ottobre, ha invece presentato le dimissioni al presidente, Leonid Kuchma, che si è riservato di accettarle. Il suo predecessore, Olexandre Kouzmouk, si era dimesso in seguito alla catastrofe di un aereo russo centrato accidentalmente da un missile ucraino durante alcune esercitazioni.
In serata poi è giunto il licenziamento in tronco del capo di stato maggiore della difesa, generale Piotr Shuliak. Sabato, Kuchma aveva già esonerato lo stesso Strelinkov e il capo della XIV divisione aerea, generale Serghiei Onishenko.
Il presidente ha anche proclamato per lunedì una giornata di lutto nazionale.
Ancora incerte le cause della tragedia
Intanto le cause della sciagura restano ancora incerte. Il segretario del consiglio di sicurezza Evgheni Marciuk, che presiede la commissione d'inchiesta governativa, ha indicato due fattori probabili: la negligenza dei comandi militari e la possibile avaria di uno dei motori del Sokhov Su-27.
Marciuk ha tuttavia precisato che si tratta per ora solo delle due versioni più verosimili e che ''è ancora presto per trarre conclusioni definitivè'.
Il mancato rispetto delle norme di sicurezza imposte in altri Paesi a tutela degli spettatori che assistono alle esibizioni aeree appare comunque ormai assodato. Ma in discussione sono anche l’efficienza dell’apparato militare e - sul piano politico - la carenza dei finanziamenti.
Dalla Russia - dove vengono prodotti i Sokhov - è rimbalzata ad esempio la notizia che l’aeronautica Ucraina non ha mai acquistato negli ultimi 10 anni pezzi di ricambio per la sua flotta di Su-27 ereditati dall’Urss.
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