INDONESIA -- Crescono col passare delle ore i numeri del terribile attentato che sabato alle 23.30 ora locale (le 17.30 italiane) ha sconvolto l’isola di Bali, in Indonesia: i morti ora sono 187, i feriti almeno 300, ma quello che più spaventa è il numero dei dispersi, 200 circa. Il che fa ovviamente temere che il numero delle persone decedute possa crescere ancora e sensibilmente. Per la maggior parte le vittime sono turisti stranieri, australiani soprattutto. Feriti, ma dimessi, anche sei italiani.
Un portavoce del Dipartimento per gli Affari esteri australiano ha detto ai giornalisti che al momento si contano 13 australiani morti, 110 feriti e oltre 220 di cui non si conosce la sorte. Le identificazioni dei cadaveri sono complicate a causa delle gravi ustioni riportate.
La maggior parte delle persone morte e dei feriti era di origine australiana, ma tra le vittime figurano anche indonesiani, tedeschi, inglesi e americani.
Turisti italiani tutti salvi
Degli italiani salvi riferisce il ministero degli Esteri: "Sulla base dei riscontri effettuati dai maggiori tour operator risulta attualmente che nessun cittadino italiano è rimasto vittima degli attentati". Ma gli accertamenti continuano.
Sono invece sei - confermati - i feriti, tutti medicati negli ospedali locali e già dimessi.
Questi i loro nomi: Fabrizio Scandella, Carmelo Gallotta, Gianluca Filiali, Ketty Magni. Degli altri due si è al momento a conoscenza soltanto dei cognomi: Furlan e Trellini.
Altri 79 italiani che erano in viaggio con pacchetti turistici organizzati da tour operator sono stati contattati dall’ambasciata italiana e sono tutti in buone condizioni.
Forse è opera di al Qaeda
Funzionari governativi domenica si sono detti convinti che gli attentati siano opera di terroristi, mentre dirigenti dei servizi segreti americani e locali hanno collegato le bombe alla cellula di al Qaeda capeggiata da Osama bin Laden. Quest'ultima versione è stata confermata lunedì anche dal ministero della Difesa indonesiano.
Due gli ordigni deflagrati nella zona dei locali notturni di Kuta, mentre un terzo è saltato in aria senza conseguenze nei pressi del consolato onorario degli Stati Uniti.
Gli attentati sono stati condannati con forza sia dal presidente indonesiano, signora Megawati Sukarnoputri, che da Stati Uniti e Australia.
Uno degli attentati, quello più grave, contro la discoteca Sari, è stato compiuto con un'autobomba, a quanto ha detto un portavoce della polizia a Giakarta.
Nel frattempo l’Indonesia ha rinforzato le misure di sicurezza attorno ad impianti energetici e miniere, alcuni dei quali gestiti da multinazionali estere, per timore di nuovi attacchi terroristici.
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