L’agenzia “SWISSINFO” nella tarda serata di ieri ha battuto finalmente una notizia “costruttiva”, e non solo per il Nepal.
Grazie all’impegno che negli ultimi anni la Svizzera ha profuso a favore del rispetto dei diritti umani e della democrazia in Nepal, è stato firmato un accordo presso le Nazioni Unite tra l’alto commissario Louise Arbur ed il ministro degli esteri nepalese Ramesh Nath Pandey. L’accordo prevede che al più presto l’ONU possa aprire propri uffici a Kathmandu ed in altre località per osservare l’evolversi della situazione che proprio negli ultimi giorni ha nuovamente registrato picchi notevoli di violenze da ambo le parti.
L’ambasciatore svizzero all’ONU ha ribadito che se non si vedranno progressi il governo della Svizzera sarà costretto ad interrompere i rapporti di cooperazione che da anni ha avviato con il Nepal.
Onore quindi all’impegno dei nostri vicini “alpini” che al momento paiono la sola voce politica del mondo ad affrontare con impegno e continuità il problema della grave situazione del Nepal.
La comunità internazionale ancora sembra lontana dal capire come in fondo anche questa crisi delle terre dell’Himalaya potrebbe ritorcersi contro anche al resto della Terra, anche se in ballo non ci sono petrolio od altre ricchezze.
Tra pochi giorni dovrei riuscire nuovamente a verificare di persona gli effetti di quest’ennesima, ed annunciata, forte ripresa di guerriglia. Mentre pare proprio che una nuova minaccia possa allargare i pericoli, alla popolazione e non solo: le mine.
Ci sono già i primi segnali e le prime vittime e soprattutto ancora sfugge l’entità dell’estensione di questa terribile operazione maoista sulle strade del Paese.
Il prossimo 14 aprile, dopodomani, il Nepal festeggerà l’inizio di un nuovo anno. Per il suo calendario storico “Vikram” mancano oramai poche ore al “2062” (”¦).
Un augurio alla gente del Nepal: che dall’anno che sta per iniziare, e magari proprio con l’opportunità voluta e mediata dalla Svizzera, possiate finalmente riprendere un cammino di democrazia e Pace, e magari proprio con quel sorriso consapevole e quella serenità contagiosa che, a chi vi ha conosciuto, avete saputo donare.
Marco Banchelli
http://www.marcobanchelli.com
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