SOMALIA: SU LADYSILVIA : “L’Etiopia ha invaso la Somalia distruggendo la sovranità del nostro popolo. Come deputato e presidente della Commissione esteri del parlamento di transizione chiedo il ritiro immediato delle forze etiopiche dal territorio somalo perché non sono state richieste nè autorizzate dal parlamento”: lo dice alla MISNA Jama Ali Jama, ex-presidente della regione semi-autonoma del Puntland e deputato. “Nessun esponente del governo di transizione somalo ha autorità o facoltà di invitare una forza straniera nel paese senza il consenso del parlamento” spiega al telefono da Nairobi, in Kenya.
La presenza dei soldati etiopi, secondo Ali Jama, “non è un aiuto al governo somalo di transizione come ha proclamato in questi giorni il primo ministro etiope Meles Zenawi, ma fa parte del suo piano per avere uno sbocco al mare, dopo aver perso in passato quello in Eritrea”. Secondo l’ex-presidente del Puntland, mentre gli etiopi danno la caccia in Somalia ai capi delle Corti islamiche " fuggiti nei giorni scorsi da Mogadiscio e Chisimaio " “alcuni di loro si trovano a Nairobi, come il responsabile delle relazioni estere dell’Unione delle Corti islamiche, Ibrahim Hassan Adow, che sta incontrando esponenti della comunità internazionale qui nella capitale del Kenya”.
In Somalia “stanno accadendo cose che non sono il frutto delle scelte della popolazione ma dipendono un’interferenza esterna iniziata già all’epoca di Siad Barre” dice ancora alla MISNA Ali Jama, che nel 2001 fu eletto presidente del Puntland ma venne rovesciato pochi mesi dopo da Abdullahi Yusuf, attuale presidente ad interim della Somalia.
Ali Jama parla di “forze oscure” che impediscono alla Somalia di ritrovare “quella pace che il popolo chiede da oltre 15 anni”. Ma non vuole “fare nomi”: quando gli si chiede se c’è stata una ’luce verde’ degli Usa all’iniziativa militare dell’Etiopia " che tra l’altro il 25 dicembre ha bombardato l’aeroporto di Mogadiscio " risponde: “È inutile ora nominare uno Stato, un’organizzazione o una persona. Noi chiediamo solo l’applicazione della risoluzione 1725 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che prevedeva l’intervento di una forza di pace internazionale escludendo però i paesi confinanti”. Questa missione dovrebbe anche “valutare i danni materiali, umani e morali dell’invasione etiopica sul nostro territorio, che sfortunatamente è avvenuta col consenso di alcuni esponenti delle autorità somale” dice ancora alla MISNA Ali Jama, un ex-colonnello che studiò in Unione Sovietica e venne imprigionato per 11 anni da Siad Barre con l’accusa di tentato golpe.
La presenza delle truppe etiopiche, insiste il responsabile degli Affari esteri del Parlamento di transizione, “è una chiara violazione del diritto internazionale. Non siamo contrari a una forza di pace straniera che deve però rispettare le regole imposte dall’Onu. Tutti osservano quello che sta accadendo in Somalia, eppure nessuno ha alzato la voce su iniziative contrarie alla legalità internazionale”. (di Emiliano Bos) [EB]
FONTE: MISNA
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