<http://www.repubblica.it/online/scienza_e_tecnolog...> WASHINGTON - Un supertelescopio per capire le origini dell’universo: la Nasa ha rivelato quale sarà la sua prossima mossa per espandere la conoscenza umana nello spazio profondo. l’agenzia ha infatti annunciato che costruirà il tanto atteso e discusso Next Generation Space Telescope, il sostituto dell’Hubble, da lanciare nello spazio nel 2010. Si chiamerà "James Webb Space Telescope", in onore dell’uomo che guidò la Nasa negli anni dell’atterraggio dell’Apollo sulla Luna.
Il nuovo osservatorio, sebbene grande soltanto la metà delle dodici tonnellate dell’Hubble, avrà il principale specchio cattura-luce del diametro di sei metri, quindi molto più grande dell’attuale riflettore del telescopio che ha un diametro di due metri e mezzo. Con uno specchio che ha una superficie riflettente simile, e con apparecchiature e strumentazioni infinitamente più sensibili di quelli di Hubble, il nuovo telescopio dovrebbe essere in grado di identificare oggetti con una luminosità di un centesimo rispetto a quella che Hubble può percepire nella luce visibile e un quattrocentesimo della luminosità nello spettro della luce infrarossa.
Seguendo le indicazioni degli astronomi che hanno suggerito un concetto totalmente nuovo, la Nasa costruirà un osservatorio in grado di indagare indietro nel tempo e nello spazio alla ricerca della prima luce nata nell’universo. Diversamente da Hubble, questo telescopio sarà inviato in orbita lontano dalla Terra e dovrebbe essere in grado di analizzare la debole luce calda prodotta quando si formarono le stelle e le galassie, qualche centinaio di milioni di anni fa, subito dopo il Big Bang, l’inizio teorico dell’universo stimato 14 miliardi di anni fa. l’osservatorio sarà utilizzato anche per studiare la formazione dei pianeti e per cercare l’ignota materia scura che si ritiene abbia formato gran parte della materia nell’universo.
Incoraggiata dal successo di Hubble, la Nasa ha immediatamente accolto le raccomandazioni dell’Association of universities for research in astronomy e della National academy of Sciences per costruire il telescopio atto a identificare la prima luce emessa nell’universo.
Tuttavia, in un'epoca di budget ristretti, la sfida dell’agenzia spaziale consiste nel costruire un telescopio più sofisticato di Hubble ad un costo minore. Trw - la società incaricata del design - e i suoi partners, tra i quali Bell Aerospace e Eastman Kodak, dovranno costruire, sperimentare e rendere operativo per un anno il nuovo osservatorio rimanendo entro la soglia contrattuale di 824,8 milioni di dollari senza contare il costo del lancio. I funzionari della Nasa hanno rivelato che alla fine il costo dell’osservatorio, che dovrà essere efficiente per almeno cinque anni, se non dieci, dovrebbe aggirarsi intorno al miliardo di dollari.
Uno degli aspetti che renderanno l’operatività del nuovo telescopio più economico rispetto a Hubble è che non è concepito per essere riparato o assistito una volta che sia stato lanciato in orbita. Proprio per questo motivo, gli ingegneri stanno insistendo sull’alta affidabilità che deve essere garantita, e sulle capacità di tutto il sistema critico. È quanto ha spiegato John Mather, lo scienziato incaricato del progetto presso il Goddard Space Flight Center di Greenbelt.
Mather afferma che i ritardi nella messa a punto della tecnologia degli specchi hanno aumentato i preventivi di spesa e che probabilmente il lancio slitterà dal 2008 al 2010. Lo specchio è la parte fondamentale del progetto e sin dall’inizio sapevamo che avrebbero potuto esserci sorprese".
Lo studioso spiega anche che la Nasa si prenderà tutto il tempo che occorre per scegliere il materiale migliore, e che prima di lanciarlo, sperimenterà con grande accuratezza il nuovo telescopio: "Non si può aver fretta per cose così importanti". (copyright New York Times - la Repubblica traduzione di Anna Bissanti)
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