"Gli uomini moderni hanno sostituito i Neanderthal senza che tra i due gruppi ci sia stato uno scambio significativo di geni".
Questa è l’affermazione principale utilizzata dagli autori di un articolo apparso sulla rivista Science con la quale si vuole risolvere uno dei più accesi dibattiti aperti nell’ambito della paleoantropologia.
Secondo Richard Klein e i suoi colleghi rimane però aperta una questione. "Le ragioni della fine dei Neanderthal possono essere spiegate dalla inadeguatezza del loro patrimonio genetico a competere culturalmente con le nuove specie di Homo provenienti dall’Africa?".
Dalle analisi al radiocarbonio sui vari giacimenti risulta infatti che i Cro Magnons, i diretti antenati dell’Homo Sapiens hanno iniziato a rimpiazzare i Neanderthal nelle aree asiatiche intorno ai 45 mila anni fa. Dopo questo periodo i Cro Magnon si insediarono in Europa con tutto il loro corredo di strumenti, armi e gioielli.
Ora i ricercatori hanno deciso di puntare la loro attenzione su un particolare gene, il FOXP2-a, implicato nello sviluppo del linguaggio, come una delle principali differenze tra i due ominidi la cui assenza tra i Neanderthal potrebbe spiegare il loro declino davanti all’avanzata dei Cro Magnon. Secondo gli autori la presenza o meno di questo gene può spiegare le differenze di capacità linguistica tra i due gruppi molto più che l’analisi dei teschi fino ad oggi conservati.
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