La Nasa ha deciso di condannarlo a morte, ma Hubble non ci stà : imperterrito, continua a sfornare le sue splendide immagini e le sue grandi scoperte. L’ultima, resa pubblica il 16 Febbraio a Seattle durante l’annuale riunione dell’Associazione americana per il progresso della Scienza, è quella di una piccola galassia che dista da noi circa 13 miliardi di anni luce: è l’oggetto più lontano dalla Terra mai individuato finora.
Secondo Richard Ellis, astronomo presso il California Institute of Technology, la luce che ci arriva da questo remotissimo corpo celeste è stata emessa quando l’Universo era ancora estremamente giovane, con appena 750 milioni di anni di età sulle spalle.
La comunità degli astrofisici spera che questo importante risultato porti la Nasa a ritornare sulla decisione con cui ha eliminato dai suoi programmi futuri le missioni di manutenzione del telescopio spaziale, condannandolo a soltanto tre anni di operatività : “Abbiamo bisogno di Hubble, non avremmo potuto fare questa scoperta senza di lui”, ha dichiarato Ellis.
Maggiori informazioni
dott. Paolo Ferretti
Associazione Tuscolana di Astronomia
VicePresidente e Resp. Ufficio Stampa
via Germania, 9 - 04100 Latina
0773.624084 - 347.1870494
antares.76@panservice.it
http://www.ataonweb.it
Ultimi Articoli
Colon VR-Prevention Lab: in Lombardia la realtà virtuale entra nella prevenzione del tumore al colon-retto
Premio Loano 2026, “Mater Nullius” di Davide Ambrogio è il miglior album 2025
Notre Dame de Paris supera quota 350 mila biglietti venduti per il tour del 25° anniversario
Lodigiano, approvato l’avanzamento dell’Aqst regionale
John Travolta, Palma d’Oro onoraria a Cannes: una carriera che diventa memoria del cinema
Video - ASL Roma 1 apre tre nuove Case di Comunità: hub territoriali attivi h24 a Boccea, Coppedè e Cassia
Trailer - John Travolta debutta regista a Cannes con “Volo notturno per Los Angeles”
Milano ospita Investopia, Fontana: la Lombardia resta attrattiva per chi investe
John Travolta torna a Cannes, riflettori anche sullo stile firmato Matteo Perin