Il Senato ha adottato in seconda lettura il disegno di legge sulla bioetica. Tra le altre disposizioni, il testo toglie per cinque anni l’interdizione alle ricerche sull’embrione umano. Il principale emendamento introdotto dai senatori mira a restringere il numero di embrioni soprannumerari disponibili per la ricerca in seguito all’abbandono della coppia di un progetto di procreazione assistita. Un ricercatore competente come Marc Pechanski (Inserm, ospedale di Crèteil) vi ravvisa certo “un piccolo colpo supplementare” inferto al settore della ricerca, ma constata che la legge (nel suo articolo 21- 31-3) “non impedisce di ottenere per donazione” gli embrioni abbandonati dal progetto di fecondazione.
L’articolo 27 porterà, come previsto, a un dispositivo transitorio per consentire molto rapidamente, dopo la promulgazione della legge, il rilascio delle prime autorizzazioni per l’importazione, l’utilizzo e la conservazione di cellule staminali derivate da embrioni umani. A partire da un unico embrione di qualche giorno, semplice ammasso di qualche cellula, e’ possibile coltivare delle linee cellulari immortali giudicate fondamentali dalla biologia e dalla medicina.
I ricercatori francesi, che vorrebbero produrre delle proprie linee embrionali, si ritrovano in una situazione alquanto sbilenca: da una parte, il dispositivo interinale che non le autorizza formalmente; dall’altra, il bando europeo che accorda crediti in quest’ambito scade il 17 novembre 2004, ma l’Agenzia di Biomedicina, deputata a gestire il futuro delle autorizzazioni in Francia, non e’ stata ancora creata. I biologi avrebbero voluto avere la garanzia di non essere “respinti” dalle autorità europee.
Per loro il tempo stringe: la commissione mista paritaria si riunisce il 15 giugno e dovrebbe votare entro fine mese. Se il testo verrà trasmesso al Consiglio costituzionale, un nuovo mese andrà perduto (a meno che il Governo non opti per la procedura d’urgenza). Intanto, l’11 giugno si e’ appreso che un’azienda statunitense, Reproductive Genetics Institute di Chicago, offre a tutti i ricercatori “finanziati da fondi non federali” le prime linee di cellule embrionali portatrici di mutazioni, un utensile di ricerca unico sulle malattie umane.
Rosa a Marca
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