Il motto dei latini non vale però per quello che è scritto sulla carta usata da un secolo e mezzo a questa parte. Le pagine, infatti, col passare dei decenni ingialliscono e tendono a sbriciolarsi.
Mentre un tempo la carta era fatta con gli stracci di cotone e lino, fibre tessili costituite da cellulosa quasi pura, dal diciannovesimo secolo in poi l’uso di pasta di cellulosa ha condotto a una riduzione della qualità . La colla usata, poi, ha avuto un effetto negativo sulla conservazione della cellulosa perché il solfato dell’alluminio usato è un sale acido che, una volta unito, con l’umidità dell’aria si trasforma in acido solforico. Sono stati studiati molti trattamenti, alcuni poco altri più efficaci, ma troppo costosi o poco pratici, altri ancora sconsigliabili dal punto di vista ecologico o della salute dell’uomo. Ma ora una nuova stagione si apre per libri e documenti antichi ai quali può essere assicurata lunga vita trattandoli con il plasma.
“La riduzione della contaminazione microbica della carta si può realizzare usando trattamenti al plasma”, spiegano Giovanni Bonizzoni ed Espedito Vassallo, ricercatori dell’Istituto di fisica del plasma (Ifp) del Cnr di Milano che, insieme ad altri collaboratori, hanno sviluppato una tecnica innovatrice in grado di rimuovere la contaminazione da microrganismi, aumentare le proprietà di resistenza meccanica e conferire proprietà superficiali di barriera a gas e vapori e di idrorepellenza all’acqua.
“Con il nostro metodo, oggetto di brevetto”, prosegue Vassallo, “mediante l’azione di un plasma generato da radiofrequenze i microrganismi (batteri e funghi) presenti sui documenti antichi vengono distrutti completamente o non sono più in grado di riprodursi”.
Il microrganismo sottoposto all’azione del plasma viene eliminato grazie ad una serie di processi: distruzione diretta del materiale genetico del microrganismo per mezzo della radiazione emessa dal plasma; ablazione (etching) del microrganismo per fotodesorbimento e desorbimento mediante radiazione e bombardamento con particelle del plasma elettricamente cariche (ioni); ablazione del microrganismo per desorbimento attraverso particelle del plasma chimicamente attive (radicali).
“Con la stessa tecnologia”, comclude Bonizzoni, “ abbiamo depositato via plasma, sulla superficie della carta antica, un sottile strato molecolare (pochi manometri di spessore) trasparente che conferisce alla carta proprietà di barriera a gas e di idrorepellenza. Questo strato molecolare è composto da nuovi gruppi di macromolecole funzionali, chimicamente stabili, che proteggono la carta antica.
La superficie della carta dopo il trattamento via plasma è diventata apolare, in questo modo un liquido polare come l’acqua viene respinto”.
Maria Teresa Dimitri
Fonte: Giovanni Bonizzoni, Istituto di fisica del plasma del Cnr, Milano, tel. 02/66173202, e-mail: bonizzoni@ifp.cnr.it; Espedito Vassallo, stesso Istituto, tel. 02/66173245, e-mail: vassallo@ifp.cnr.it
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