l’arrivo a destinazione della sonda Venus Express, ha mandato in fibrillazione i responsabili della missione presso l’ESA Space Operations Centre.
La manovra si è fondata su un'ingegnosa combinazione di fisica di base, concezione progettuale della sonda e massima precisione dei tempi di intervento.
l’inserimento in orbita comprende una serie di comandi da Terra, accensioni del propulsore e manovre progettate per rallentare la sonda. La velocità di Venus Express deve infatti passare dai circa 29.000 km l’ora rispetto a Venere a una velocità di ingresso inferiore di circa il 15 percento. Il rallentamento è necessario per consentire la cattura della sonda nell’orbita del pianeta.
Direzionamento del propulsore per la frenata
Il controllo di missione ha fatto effettuare alla sonda un 'testa-coda' (rotazione sull’asse).
Questo cambio di orientamento ha consentito di puntare li ugelli del propulsore nella direzione di avanzamento l’obiettivo èra proprio quello di far raggiungere alla sonda un'orbita di 24 ore attorno al caldissimo pianeta
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