ESTERI - Ci sono il postino rivoluzionario, e il sindaco ecologista e cacciatore, la trotzkista pasionaria e l’ex giornalista televisivo; la verde di destra e la donna di colore arrivata dai territori d'oltremare. Mai come questa volta sono cosi' tanti i candidati alle presidenziali francesi che domenica celebrano il primo turno.
Ma alla fine, a correre per l’Eliseo, la sede del capo dello stato, saranno ancora una volta loro: Chirac e Jospin, l’attuale presidente della repubblica e l’attuale primo ministro: i "dinosauri", come li hanno ribattezzati i francesi, proprio come nel '95.
Dopo sette anni, si torna a votare. Anche se questa volta, il mandato durera' cinque anni. Il clima per il primo turno è di grande incertezza. Gli ultimi sondaggi dicono che un francese su due ancora non ha deciso quale dei sedici candidati votare.
Nella consapevolezza che al ballottaggio fra quindici giorni arriveranno i due dinosauri: Chirac e Jospin. Rimane l’incognita del voto di protesta, almeno al primo turno. in calo i omunisti di Hue che pagano l’appoggio al governo socialista di Jospin, la protesta potrebbe portare voti soprattutto all’estrema destra di Le Pen.
Gli ultimi sondaggi gli attribuiscono un quattordici per cento di preferenze, al termine di una campagna elettorale tutta incentrata sui temi della sicurezza interna. Un argomento, per altro, fatto proprio anche dal presidente Chirac che, all’indomani dell’11 settembre, ma anche dopo clamorosi fatti di cronaca come la strage di qualche settimana in un municipio alla periferia di Parigi, a Nanterre, ha promesso un ministro ad hoc.
Stessa idea per Jospin che ha promesso anche maggior impegno per combattere la delinquenza minorile e per arginare la violenza all’interno delle scuole, problemi di drammatica attualita' in Francia.
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