ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è detto disponibile a discutere di un rimpasto di governo se questo porterà a miglioramenti della compagine governativa e del suo programma.
"Mi dichiaro disponibile a discutere di proposte costruttive purchè siano e migliorative", ha detto Berlusconi, nel corso del dibattito per la presentazio0ne del nuovo libro di Bruno Vespa dal titolo "Il Cavaliere e il professore".
È la prima volta che il presidente del Consiglio ammette che potrebbe esserci un rimpasto di governo chiesto da tempo dagli alleati e rinviato alla verifica che dovrebbe tenersi nel gennaio prossimo, "quando sarà terminato il semestre di presidenza ed avremo più tempo per spiegare agli iatliani cosa abbiamo fatto finora".
Berlusconi ha comunque detto di ritenere che la parola rimpasto "appartenga al passato. Possimao verificare cosa ha fatto fin qui il governo e riportare il nostro programma alle mutate condizioni nazionali ed internazionali".
Anche per quel che riguarda il possibile aggiustamento al programma si tratta di un tema proposto per la prima volta in termini chiari.
Il presidente del Consiglio si è poi lamentato per l’eccessiva litigiosità mostrata dagli alleati nell’ultimo periodo: "Si è verificato un eccesso di litigiosità ed è un gran male perché gli elettori non possono dare la loro fiducia ad una squadra che non sa stare insieme".
NEL 2006 ANCORA CANDIDATO A PALAZZO CHIGI
Berlusconi ha poi escluso che sia all’ordine del giorno il problema di un cambio di leadership nella coalizione di centro destra, detto che pensa di ricandidarsi per Palazzo Chigi e auspica che ci sia un accordo tra maggioranza e opposizione per una riforma della legge elettorale.
"Non vedo nessun cambiamento fino alla fine della legislatura", ha detto Berlusconi in risposta alla domanda se ci sia in vista un cambio nella leadership della coalizione.
Alla domanda se non veda prematura una sua candidatura per il Quirinale a fine legislatura e se pensa che sarà il candidato del centro destra per Palazzo Chigi anche alle prossime politiche ha risposto: "Allo stato delle cose direi di sì".
Il presidente del Consiglio ha anche auspicato una riforma della legge elettorale prima della fine della legislatura ("Spero si possa trovare un accordo fra tutte le forze per un cambiamento della legge elettorale") e ha salutato positivamente le recenti aperture del centrosinistra sulle riforme istituzionali.
NUOVA POLEMICA CON I GIORNALISTI
Rispondendo a domande sulla legge Gasparri di riordino del sistema radiotelevisivo, approvata dal Parlamento recentemente, Berlusconi ha ripolemizzato con i giornalisti: "In Italia c’è un regime, è vero, ma i dittatori siete voi" ha detto rivolgendosi ai due direttori di giornale (Marcello Sorgi della Stampa e Paolo Gambescia del Messaggero che lo interrogavano). Poi davanti alle critiche secondo cui la Gasparri privilegia la tv rispetto alla carta stampata, Berlusconi ha aggiunto che "i giornali fanno parte di una stagione della comunicazione, oggi c’è internet. Voi oggi fate giornali bellissimi, ma per una elite di cittadini: La carta stampata fa parte di un momento della tecnologia, ci sono prodotti che diventano obsoleti".
di Paolo Biondi
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