La situazione in Iraq ed in Terra Santa "va normalizzata il più rapidamente possibile con l’attiva partecipazione della comunità internazionale ed in particolare delle Nazioni Unite".- Un- Giovanni Paolo II- sofferente, con un tremolio evidente non solo alle mani ma anche nelle ginocchia, non ha rinunciato a toni fermi nel discorso- rivolto al presidente americano George W. Bush.- Al quale ha ricordato la "inequivocabile posizione" della Santa Sede sul Medio Oriente e rinnovato l’invito a cedere in tempi rapidi la "piena sovranità " al governo iracheno.
Giovanni Paolo II- è- entrato verso le 12:40 nell’Aula Clementina, dove ha- dato il suo benvenuto al presidente, alla moglie Laura e al seguito. Ha saluto anche il popolo degli Stati Uniti: "È un gran piacere incontrarvi". Il Papa ha parlato delle difficoltà che ci sono oggi nel mondo, in Europa e in Italia e ha ricordato il viaggio che farà domani in Svizzera e l’anniversario della liberazione di Roma.- Il Papa ha anche invocato la benedizione di Dio sul "servizio" che Bush sta rendendo al suo Paese.
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