La situazione: Aumenta la disponibilità all’adozione internazionale da parte delle coppie italiane anche se rimane il divario fra la richiesta e gli ingressi.
Secondo i dati rilevati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali nel primo semestre del 2005 si registra un drastico calo del 25,6% degli ingressi di bambini stranieri dovuto principalmente al blocco da parte di alcuni paesi dell’Europa Orientale: un calo di 214 autorizzazioni al mese.
Secondo il rapporto della Commissione, dal 16/11/2000 al 30/06/2005, il numero delle coppie che hanno concluso con successo l’iter adottivo è pari a 9.846 per un totale di 11.826 bambini, con la seguente distribuzione temporale:
anno 2000: 386 (dal 16/11 al 31/12)
anno 2001: 1.843
anno 2002: 1.529
anno 2003: 2.300
anno 2004: 2.764
anno 2005: 1.024 (primo semestre)
In Italia esistono differenze regionali piuttosto significative: nelle regioni centro-settentrionali il maggior numero delle coppie richiedenti, anche se esistono alcuni valori alti nel Sud Italia ed in particolare nel Molise.
Famiglie: la presenza di figli naturali o adottivi è molto limitata nei nuclei familiari che hanno richiesto l’autorizzazione all’ingresso in Italia di minori stranieri.
A tal proposito l’89,8% delle coppie non ha figli -7. 924 su 8.821- mentre le restanti 897 coppie, poco più del 10% del totale, hanno già uno o più figli. La distribuzione dei figli nelle coppie genitoriali che intendono adottare evidenzia una netta prevalenza di quelle con un solo figlio che rappresentano, infatti, oltre il 77% del totale, e precisamente 693 coppie adottive hanno un solo figlio naturale, 162 ne hanno due, 30 ne hanno tre, 9 ne hanno quattro, e 3 ne hanno addirittura cinque. Le famiglie adottive sono dunque piccoli nuclei, più piccoli in media delle già piccole, in termini di componenti medi, delle famiglie italiane. A livello nazionale, l’incidenza delle coppie con un solo figlio sul totale delle coppie con figli è pari al 45%, percentuale che per quanto alta è pur sempre molto più bassa di quella registrata tra le coppie disponibili all’adozione internazionale.
Al primo posto della graduatoria dei paesi di provenienza dei minori stranieri entrati a scopo adottivo c’è l’Ucraina (21,8%) che risulta peraltro nettamente staccata dagli altri paesi di origine, facendo segnare in termini assoluti 2.300 ingressi. Incidenze rilevanti si registrano nel seguente ordine: Federazione Russa (13,8%), Colombia (9,4%), Bielorussia (7,8%), Bulgaria (9,4%), Brasile (6,9%) e Polonia (5,4%) dati riferiti dall’anno 2000 all’anno 2005 (primo semestre). Fonte: Commissione per le adozioni internazionali (CAI)
Le proposte della III Conferenza Programmatica del CMI:
1. L’interesse superiore del minore alla famiglia quale linea guida.
2. Una metodologia finalizzata alla convergenza delle esperienze e delle competenze pubbliche e private e all’affermazione della cultura dell’affidamento e dell’adozione.
3. Affinamento ed estensione del sistema delle garanzie per i bambini e le famiglie tramite la piena valorizzazione e specializzazione del sistema dei servizi sociali e sanitari, degli enti autorizzati e delle associazioni, dell’azione delle Regioni e degli Enti Locali. Attuazione delle disposizioni relative all’audizione dei minori, al gratuito patrocinio e alla difesa d’ufficio nei procedimenti di adozione, e rafforzamento del ruolo dei tribunali minorili a tutela dei diritti dell’infanzia.
4. Individuazione di strategie efficaci per la contrazione dei tempi e per la semplificazione delle procedure.
5. Riduzione dei costi per le famiglie e per gli enti attraverso l’offerta di sedi, servizi sul territorio e rimborsi non generici ma finalizzati. Istituzione di un fondo per l’affidamento e l’adozione.
6. L’affidamento internazionale, come ulteriore strumento di solidarietà , a favore di minori che abbiano compiuto 12 anni, inseriti in specifici progetti, presentati da associazioni riconosciute e seguite dai servizi territoriali; favorire progetti di cooperazione dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali per contrastare l’abbandono dei minori nei paesi stranieri.
7. L’adozione in casi eccezionali da parte di persone singole a favore di bambini adottati all’estero.
8. Estensione agli aspiranti genitori adottivi delle disposizioni previste dalle leggi in vigore a tutela e sostegno della maternità e paternità .
9. Rafforzamento della Commissione per le Adozioni Internazionali presso la Presidenza del Consiglio, maggiore autonomia della gestione finanziaria, qualificazione e specializzazione dei rappresentanti dei Ministeri; previsione di 5 rappresentanti del Ministero degli Esteri coincidenti con le aree America, Asia, Africa, Oceania, Europa.
10. Presentazione immediata e approfondimento delle relazioni biennali sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, nonchè di quella sullo stato dell’adozione internazionale.
11. Verifica delle strategie e delle risorse messe in campo per la chiusura degli istituti, anche con appuntamenti in tutto il Paese, e messa a punto degli impegni delle istituzioni e delle associazioni.
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