Il diritto al libero arbitrio e all’autodeterminazione dei Popoli e delle Comunità è sempre stata una pietra angolare della Repubblica Serenissima e ciò si è realizzato con la politica attuata attraverso i patti di dedizione, ovvero quella serie di alleanze e confederazioni per mezzo delle quali varie comunità si univano alla Repubblica di San Marco.
I Patti di Dedizione non erano patti di sudditanza ma accordi alla pari, in cui la Serenissima accoglieva all’interno della Repubblica quei territori e quei popoli che ne facevano richiesta, e che la Repubblica stessa era in grado di difendere e garantire; vari furono gli esempi in cui la Serenissima rifiutò le richieste di Dedizione perché non era in grado di tutelare pienamente i nuovi territori.
Quindi i territori di quello che era il “governo di terra” della Veneta Serenissima Repubblica rappresentavano una delle prime Confederazioni statutarie mai apparse nel consesso internazionale.
Da ciò deve partire la politica per la ricostituzione della Veneta Serenissima Repubblica, una politica che si muova dalle comunità per ricostituire e riprendere quei patti di dedizione che vedevano le genti Venete unirsi per tutelare a vicenda la proprie peculiarità .
Oggi in Veneto ci troviamo di fronte a varie forze centrifughe che portano alcune Comunità storiche della Veneta Serenissima Repubblica (Cortina, Altopiano di Asiago, Lamon, San Vito al Tagliamento, ecc.) a richiedere, giustamente con forza, che venga rispettato ed attuato il loro inalienabile diritto all’autodeterminazione. Noi come Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica, riteniamo che la voglia di “fuggire” dalla “Regione Veneto” sia dovuta alla cattiva amministrazione e mal governo che da 141 anni l’Italia ci obbliga a subire, ovvero da quando l’Italia ha annesso il Veneto violando in tutto e per tutto il diritto internazionale e la volontà dei Veneti.
Cortina in questi giorni si rifà a quel referendum che nel 1511 le permise di unirsi al Tirolo, ciò è giusto: 496 anni non fanno cadere in prescrizione il diritto di un Popolo al libero arbitrio, purtroppo sembra difficile che l’Italia accolga questa richiesta, dato che da quasi un secolo e mezzo obbliga i Veneti tutti a un’occupazione, nel peggior disprezzo dei trattati internazionali da lei stessa sottoscritti.
Il Veneto Serenissimo Governo si impegna fin da ora, ad indipendenza ottenuta, a rispettare il libero arbitrio delle comunità che andranno a formare la nuova Veneta Serenissima Repubblica: i confini di uno Stato non sono immutabili ma devono seguire il diritto alla libertà delle Popolazioni da esso formate.
Responsabile per il Rifacimento del Referendum del 1866
Demetrio Serraglia
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