Roma: Dopo lallarme lanciato alcuni mesi fa da Antonello De Pierro sul rischio epidemie causato dallart. 39 dellultimo Ddl sicurezza, la voce autorevole di Enrico Bartolini, presidente dellordine dei medici di Genova, dà lennesima conferma circa lipotesi che gli extracomunitari possano decidere di non andare più dal dottore, anche se gravemente malati, per non incorrere in denunce. Contro quel decreto lordine dei medici di Genova ha diramato ieri un comunicato di poche righe in cui si afferma "lobbligo deontologico di prestare la propria opera a favore di qualsiasi individuo, indipendentemente dallo stato giuridico e senza violare il segreto professionale”.
Un vuoto normativo, quello determinato dalla facoltà dei i medici di denunciare un malato extracomunitario, che si scontra con la deontologia professionale che impone di curare le persone senza mai far loro del male. "Ciò significa - ha dichiarato Marco Comaschi, direttore del dipartimento di emergenza del San Martino - che non possiamo denunciare i clandestini in quanto la nostra deontologia professionale è più importante di qualsiasi legge”. "Il provvedimento in questione - aveva dichiarato De Pierro non più tardi di tre mesi fa - ha, a mio avviso, una duplice ritorsione.
Da un lato la paura scaturita da uneventuale denuncia porterebbe gli extracomunitari a non curarsi; e in questo caso potremmo tranquillamente parlare di omicidio di Stato. Daltro canto si tratta di un disegno di legge che ha una forte ripercussione a livello sociale poiché genera una diffusione di patologie che possono avere conseguenze davvero dannose come linsorgere di epidemie.
E necessario - conclude il presidente dellItalia dei Diritti - ritirare un Ddl che oltre a essere la manifestazione dellincoscienza di un governo che non riesce a comprendere la propria incapacità attuativa, ha delle ripercussioni sulle quali si è cercato di stendere il velo pietoso dellomertà.
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