Roma - "Rimango sconcertato davanti a notizie di questo tipo. Chi ruba oggetti per un valore di uno o due euro, si ritrova in carcere, come successo già qualche tempo fa, quando una persona è stata condannata a tre anni di reclusione per avere rubato un pacco di biscotti”. Queste le parole con le quali, Antonello De Pierro, presidente dellItalia dei Diritti, ha commentato la notizia di un barbone arrestato, mentre era ricoverato allospedale Santo Spirito, per fargli scontare una pena residua di tre mesi perché aveva rubato un filone di pane in un supermercato romano, nel quartiere di Monte Mario.
"Per fortuna non sono situazioni molto diffuse - continua De Pierro - e trattandosi di notizie eccezionali trovano ampio spazio sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Nulla da eccepire per quanto riguarda il livello giuridico, perché il giudice applica alla lettera il codice, ma sicuramente a livello logico si percepisce chiaramente che cè qualcosa che non va, se poi chi ruba miliardi, o si sottrae al fisco per cifre molto più consistenti, grazie a sotterfugi, leggi ad hoc e cavilli giudiziari, riesce spesso a farla franca.
Uniniquità di trattamento, indubbiamente preoccupante, anche perché spesso per la pena relativa ai reati di poco conto si va a determinare un sovraffollamento delle carceri, che sta portando le strutture al collasso. Se il reo è responsabile di un reato più o meno lieve è lo Stato che poi si trova nella posizione incredibile e imbarazzante di violare la legge. Ad esempio spesso non viene rispettato il principio di territorialità della pena.
Per ritornare al barbone che sta scontando i tre mesi di reclusione, a quanto pare nel braccio infermeria del penitenziario, ci sono da fare alcune riflessioni.
Non dimentichiamo che il valore di quel filone di pane viene abbondantemente ripagato al supermarket dai cittadini, con limposizione del pagamento della busta, che reca tra laltro la pubblicità del supermercato stesso, contro cui noi dellItalia dei Diritti stiamo portando avanti una battaglia da diverso tempo. Secondo i nostri calcoli questo stratagemma farebbe incassare circa 60.000 euro in più allanno ad ogni esercizio. Laltra faccia della vicenda ha dellincredibile. Per un furto di una oggetto dal valore inferiore ai due euro lo Stato si ritrova a spendere un cifra molto più sostanziosa per la detenzione del barbone. è probabile che al termine della pena - conclude il presidente del movimento - luomo esprima la volontà di rimanere in carcere, con un letto e un pasto caldo assicurato, per non essere di nuovo costretto a rubare un tozzo di pane per mangiare”.
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