Roma: Dal Rapporto della Caritas sull’immigrazione in Italia emergono non solo dati demografici ed economici, ma anche sociali e politici di rilievo.
Gli immigrati regolari rappresentano il 7% della popolazione totale ma hanno contribuito con il 13% alle nascite: e questo è un dato che deve stimolare gli incentivi a favore delle famiglie degli italiani perché facciano più figli. Hanno portato ricchezza, nel corso del 2009, per 11 miliardi di euro mentre le spese a loro destinate sono ammontate a 9,9 miliardi: quindi il saldo in termini fiscali, per l’Italia, è positivo per un po’ più di un miliardo di euro. In particolare, essi forniscono al sistema previdenziale 7,5 miliardi di euro poichè, oggi, tra gli immigrati residenti c’è un solo pensionato ogni 30 rispetto a un italiano ogni 4.
Ma il dato forse più interessante, e sicuramente positivo, è la forte diminuzione degli irregolari: da 500 a 700 mila, che equivale a una diminuzione di almeno 300 mila irregolari. Se alcuni sostengono che il calo degli irregolari sia dovuto principalmente alla crisi economica, non si può trascurare la fermezza del Governo attuale contro l’immigrazione clandestina che è consistita nell’applicazione più rigorosa della legge, nella firma di accordi con Stati da cui provengono o partono gli immigrati, nella riorganizzazione dei centri di accoglienza, nelle politiche di integrazione, nello snellimento delle pratiche burocratiche.
In sostanza è cambiata l’idea diffusa che fosse facile arrivare in Italia e “sparire“ nel territorio a causa dell’inefficienza e della disattenzione dei poteri pubblici. Sicuramente questo non è più così e gli irregolari " erano un milione un anno fa " si sono trovati di fronte all’alternativa di diventare regolari, attraverso un lavoro e una residenza stabili, o di lasciare il Paese, sapendo che, altrimenti, il rischio di essere scoperti ed espulsi sarebbe aumentato. Come sempre, la fermezza e soprattutto la chiarezza pagano.
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