Milano: Forzasilvio it - Che combinazione: i pm milanesi hanno deciso di spedire le ulteriori risultanze investigative proprio nel giorno in cui la Camera era impegnata a votare le mozioni di sfiducia al ministro Bondi. Un appuntamento cruciale per il futuro della legislatura, dal quale il centrosinistra è uscito con le ossa rotte, ma che è finito in secondo piano perché ancora una volta il micidiale, meticoloso e precisissimo timer delle toghe rosse è entrato in azione nel tentativo di ribaltare il senso di una giornata politica tutta favorevole alla maggioranza e alla sua coesione. Quella che sta giocando la Procura di Milano è, in effetti, una partita tutta politica, e il metodo del fango a puntate è l’ultima frontiera di un’offensiva che va avanti ormai da 17 anni.
Questa volta, però, per tempismo e disinvoltura, i pm in servizio permanente contro Berlusconi si sono superati: evidentemente non erano sufficienti le 389 pagine inviate la scorsa settimana per provare a mandare ko il presidente del Consiglio, e ieri ne sono prontamente arrivate altre 227, come in una telenovela girata dal buco della serratura. O meglio: ascoltando ossessivamente al telefono conversazioni fra ragazze.
Sorge spontanea una domanda: come mai le intercettazioni non sono state consegnate alla Camera tutte insieme, la settimana scorsa? Vista la mole dei nuovi faldoni, infatti, si fatica a credere che in soli cinque giorni sia stata accumulata una tale massa di documenti.
La realtà è un’altra: c’è, in tutta evidenza, una regia giudiziaria tesa a tenere vivo uno scandalo artefatto nel tentativo di mettere in difficoltà il premier, di condizionare l’attività del Parlamento e di paralizzare l’azione del governo attraverso un’inchiesta basata sul gossip e amplificata dalla sistematica violazione del segreto istruttorio. Il tritacarne mediatico-giudiziario, insomma, non si ferma mai, fino a condizionare e stravolgere la valutazione dei fatti e delle notizie.
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