La CINA consuma sempre più petrolio per sostenere il bisogno energetico del proprio sistema industriale.
Si stima che nel corso del 2005 la CINA avrà importato 130 milioni di tonnellate di petrolio, che andranno ad aggiungersi alle 150 milioni di tonnellate prodotte internamente. Le stime parlano di una crescita della produzione interna del petrolio che dovrebbe consentire a Pechino di attestarsi a breve su una produzione annua di ca. 200 milioni di tonnellate: seppur significativa la quota di risorse interne disponibili è ben lontana dalle necessità energetiche cinesi.
La Cina dispone oggi di generatori di energia per una potenza complessiva pari a 300 milioni di Kilowatt. In base al Piano Energetico Nazionale, entro il 2020 la Cina dovrà dotarsi di una produzione energetica pari a 1 Miliardo di Kilowatt.
Allo stato attuale circa il 70% dell’energia è prodotta tramite Centrali termoelettriche, mentre procede senza sosta la costruzione di Nuove Centrali idroelettriche, che oggi generano il 25% del totale di energia prodotta. Il nucleare che pesa per ca. il 2,7% del totale della produzione è destinato ad aumentare sino a coprire il 4% dell’energia elettrica prodotta.
Entro il 2020, quindi, la Cina dovrà dotarsi di ulteriori 22 nuovi generatori nucleari, oltre agli attuali 9 generatori in esercizio, ed agli 8 generatori in fase di costruzione.
“La ragione che spinge la Cina a passare dall’attuale 2,7% di produzione energetica attraverso Centrali Termonucleari al 4% è la stessa che porta la Cina a realizzare- nuove Centrali Idroelettriche: la linea di intervento decisa dai Dipartimenti cinesi per l’Energia e Tutela Ambientale centra l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti prodotte dalle nuove Centrali” commenta E. Delia http://www.assolaw.com .
Si stima che per la costruzione dei nuovi generatori nucleari la Cina investirà 50 miliardi di dollari, su investimenti complessivi per nuove Centrali Elettriche pari a- 350 miliardi di dollari. Un business colossale.
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