Baone: I bambini di una classe di una scuola primaria di Baone (Padova), per proteggere una compagna di banco #immunodepressa hanno deciso, con il consenso dei genitori, di vaccinarsi contro l'influenza.
La piccola, invece, non può farlo perché il suo sistema immunitario compromesso e il virus stagionale potrebbero portarle un grave rischio, tale da metterne a repentaglio l'incolumità.
Gli scolari, i loro genitori e le maestre hanno deciso di vaccinarsi in gruppo per erigere un 'muro' tra lei e l'influenza, ovvero rafforzare quella che in termine medico viene definita 'immunità di greggè. Se infatti nella popolazione vi sono alti livelli di copertura vaccinale, questa impedisce la circolazione di virus e batteri, quindi vengono protette dall'infezione anche le persone che, per il loro quadro clinico, non possono essere sottoposte a vaccinazione. Il personale sanitario del Servizio vaccinazioni dell'Ulss 6 Euganea ha provveduto a vaccinare 20 bambini e bambine, di circa 8 anni, 3 insegnanti e un gruppo di genitori.
"In un mondo spesso concentrato sull'interesse personale, questi bambini insieme alle loro famiglie e ai loro insegnati ci insegnano molto". Sottolinea il Direttore generale dell'Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta per il quale "l''altro', a quello che evangelicamente viene definito 'il prossimo' ovvero al nostro compagno di banco, al nostro vicino di casa, al nostro dirimpettaio di scrivania, si può donare il nostro tempo, la nostra attenzione, la nostra capacità di capire, facendoci carico del senso della comunità e del suo benessere". "Gesti come questo - aggiunge Scibetta - hanno una grande importanza nel concreto, ma anche un significativo valore simbolico: ci fanno ben sperare per il futuro, un futuro abitato da uomini e donne consapevoli della bellezza e dell'utilità di essere cittadinanza attiva. Grazie di cuore per questo atto di solidarietà, strumento di prevenzione e di equità".
È chiaro da ciò che si evince dal sito ufficiale ULSS6, che il dott. Scibetta è a favore delle Vaccinazioni. Il portale non indica aggiornamenti di alcun genere dal 25 Ottobre del 2017. A nostro parere un ente deve informare e manifestare neutralità verso i protocolli da seguire. Deve consigliare l'iter mostrando dati inconfutabili dei pro e dei contro, e dare l'opportunità al cittadino di decidere in modo coerente libero e corretto, a prescindere da ciò che ne pensa il singolo medico, che potrebbe influenzare in modo propagandistico la decisione del cittadino al quale, non è mai stato fornito un quadro chiaro sulle singole reazioni avverse possibili che il vaccino può causare e ancor più importante, l'esatta composizione del vaccino stesso, spesso contaminato con additivi che potrebbero causare danni irreversibili ai bambini e a tutti coloro che si sottopongono al trattamento.
I no-vax
Si ricorda che il Veneto è una regione dove è forte la presenza di anti-vaccinisti. Qui nel 2017 è stato radiato il primo medico in Italia per posizioni apertamente #anci-scientifiche, e cioè il trevigiano Roberto Gava. Sempre nel 2017, a Venezia, gli anti-vaccinisti scesero in piazza, davanti alla stazione ferroviaria, per protestare contro l’introduzione dell’obbligo. Recentemente la Regione aveva sollevato il problema che molti medici avevano deciso di non vaccinarsi, aumentando il rischio dei nei pazienti. Resta il fatto che la Regione aveva acquistato centomila vaccini in più rispetto allo scorso anno.
fonti ANSA e Corriere
foto (c) Corriere della Sera
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