Protezione Civile - Apprendiamo con una certa sorpresa dal Prof. Boschi che il Monte Epomeo non sarebbe un vulcano, sebbene lo sia l?isola di Ischia che, correttamente, viene infatti citata nell?elenco dei principali vulcani italiani proprio sul sito dell?Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Nello stesso sito è inoltre riportato un articolo del 2008 che fa riferimento al monitoraggio del Distretto vulcanico napoletano, di cui fanno parte oltre al Vesuvio e ai Campi Flegrei anche Pozzuoli e, per l?appunto, l?isola di Ischia. Sempre secondo l?Ingv, poi, la maggior parte dei centri eruttivi attivi è situata proprio sul lato est del Monte Epomeo.
Spiace che si perda tempo a polemizzare sulle parole pronunciate ieri dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che non ha peraltro predetto alcuna imminente eruzione, come correttamente riportato fra l?altro ieri pomeriggio dall?agenzia Ansa: ?Il vulcano che potenzialmente ha il colpo in canna peggiore di tutti - ha spiegato Bertolaso - è l?isola di Ischia, dove l?ultima eruzione si è registrata nel 1.300. Non vi sono al momento ragioni per temere che si risvegli, ma ciò può sempre avvenire e dunque va costantemente monitorato?. Parole che si limitavano a descrivere una situazione nota al Dipartimento della Protezione Civile proprio attraverso l?attività di studio e monitoraggio portata avanti dall?Ingv attraverso finanziamenti del Dipartimento della Protezione Civile.
Ancora più sorprendenti appaiono poi le reazioni di alcuni rappresentanti degli enti locali della provincia di Napoli: sarebbe stato sufficiente leggere con attenzione le informazioni fornite nel corso dell?incontro con la stampa per comprendere come si sia voluta garantire un?informazione corretta e chiara sulle modalità di monitoraggio, controllo e verifica di tutti i vulcani italiani emersi e sommersi proprio per replicare a recenti articoli di stampa di chiara matrice allarmistica. Si è, infatti, escluso qualsiasi rischio imminente di risveglio di vulcani apparentemente inattivi, sottolineando come le strutture scientifiche competenti di riferimento per la protezione civile vigilino quotidianamente con tutta la strumentazione possibile, e si è chiarito come i piani di emergenza rappresentino un fatto dinamico e siano quindi continuamente e costantemente aggiornati sulla base dei nuovi dati frutto della ricerca scientifica.
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