Quando dal sogno scaturisce l’architettura e l’architettura si fa sogno:questa... e molto altro... è la “Città delle Arti e delle Scienze“ideata da Santiago Calatrava all’inizio del XXI secolo a Valencia, come prolungamento di quello che era il rio Turia verso il mare.
Due le idee portanti:l’acqua e la natura.
Due i colori utilizzati:il bianco e l’azzurro.
Come unico sfondo... il cielo.
Ci si trova di fronte al vagheggiamento di un genio, al cospetto di strutture aeree come vele, esili come archi, maestose come cattedrali. ’L’UMBRACLE... che evoca le lische di un enorme cetaceo, il ’PALAU DE LES ARTS REINA SOFIA... raccolto come un bivalve appena schiuso, ’L’HEMISFERIC... la struttura primigenia dell’intero complesso chiamata “occhio“per la particolare struttura retrattile che la contorna, il ’MUSEU DE LES CIENCES PRINCIPE FELIPE... che sembra una spina dorsale, L’OCEANOGRAFIC... una realizzazione ancora in corso d’opera e frutto del genio di un altro architetto, Felix Candela, prematuramente scomparso.
Se Calatrava voleva rivoluzionare la città ci è riuscito.
Il ’Turia’, deviato ad ovest di Valencia nel 1957 a seguito di una inondazione disastrosa, è diventato negli anni una colata verde di 7 Km. ed ha ritrovato, in questa sequela di fantasmagorici edifici ed impareggiabili giochi d’acqua, una nuova foce... eterea, surreale, mistica.
ROSARIO TISO
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