Milano: 15 Giugno fino al 5 settembre, Palazzo Reale ospiterà la mostra “Carla Maria Maggi e il ritratto a Milano negli anni trenta”, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con l’Associazione degli Amici del National Museum of Women in the Arts e curata da Elena Pontiggia. In mostra oltre cinquanta opere che celebrano l’artista milanese.
“L’esposizione attraversa la ritrattistica del Novecento a partire dalle opere di Carla Maria Maggi, discendente dello storico scrittore Carlo Maria Maggi, e altri esponenti dei movimenti e delle correnti dell’epoca, dal realismo magico, al Chiarismo, alle influenze classiche ed espressioniste, con autori quali Usellini, De Rocchi, Fumi, Campigli e Cassinati " spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory ". In questa galleria di opere emerge prima di tutto la qualità di un pensiero, la proiezione di una visione, una narrazione forte in cui la cultura diviene parola-guida che scava, incalza, interroga pone dubbi, revoca certezze; da ultimo, ci spinge a cercare lo scandalo della nostra vita”.
Si tratta della più importante mostra pubblica dedicata all’artista milanese, fino a pochi anni fa sconosciuta, e recentemente riscoperta sul piano nazionale e internazionale, soprattutto da quando il National Museum of Women in the Arts di Washington le ha allestito una personale nel 2005.
Carla Maria Maggi (Milano 1913-2004), allieva negli anni Trenta di Giuseppe Palanti, aveva infatti smesso di dipingere intorno al 1940, forse per dedicarsi alla famiglia, e da allora le sue tele erano state dimenticate.
La mostra ripercorre tutta la sua vicenda artistica, attraverso i suoi esiti maggiori, come La sigaretta (che suscitò vasti consensi quando venne esposta alla Permanente nel 1934), gli intensi ritratti (tra cui Manù, 1936 e Autoritratto, 1937) e i suggestivi nudi.
La seconda sezione della mostra indaga invece le diverse declinazioni del ritratto operate dagli esponenti dei principali movimenti artistici presenti a Milano in quel periodo. Si va dal ritratto dagli accenti classici dei maestri del Novecento Italiano (Funi, Ritratto di Marta Pallini, 1940) a quelli altrettanto classici degli Italiens de Paris attivi nel decennio a Milano (Savinio, Ritratto di Carrieri, 1934; De Chirico, Ritratto di Isa, 1940), da quelli straniati e onirici dei protagonisti del realismo magico (Usellini, Ritratto dell’architetto Maiocchi, 1930) ai ritratti lirici dei chiaristi Del Bon, De Rocchi e Lilloni per finire a quelli più drammatici degli espressionisti di Corrente (Cassinari, Ritratto di Ernesto Treccani, 1940).
Accompagna la mostra un catalogo Skira con testi di Elena Pontiggia.
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