Parma - L’Università di Parma condanna violenze e arresti in Myanmar. Subito dopo il colpo di Stato del 1° febbraio il Rettore Paolo Andrei aveva espresso la sua personale riprovazione e ora arrivano anche le delibere di Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione.
“L’Università di Parma - si legge nella dichiarazione deliberata dai due Organi accademici - condanna fermamente l’ondata di violenze e di arresti in Myanmar.
Chiede il rilascio di Aung San Suu Kyi, del Presidente Win Myint, dei parlamentari, di tutti i leader politici e dei tanti esponenti della società civile che sono stati arrestati.
È in atto una pericolosa violazione delle libertà fondamentali, dei diritti umani e della volontà del popolo del Myanmar che durante le ultime elezioni svoltesi nel novembre 2020 si era chiaramente espresso a favore di uno sviluppo democratico del paese.
L’Università di Parma esprime la propria vicinanza ai docenti e agli studenti delle università del Myanmar, con alcune delle quali sono in essere rapporti di cooperazione universitaria intesi a rafforzare il processo di democratizzazione del Paese.
Ci si augura che vengano presto ripristinati i presupposti per riprendere il cammino verso un futuro più equo, libero e di pace”.
Ultimi Articoli
Borse di studio universitarie, Regione Lombardia stanzia oltre 114 milioni per il 2026/2027
Maltempo in Lombardia, formalizzata la richiesta di stato di emergenza nazionale
Tumore raro, intervento robotico al San Gerardo di Monza salva l'organo a una giovane madre
Due rimpatri sanitari: Regione Lombardia riporta a casa due cittadine da Albania e Grecia
MOBIDAYS, Milano dedica una settimana alla mobilità per tutti e tutte
Bagni sicuri in lago e fiume: i consigli di Carlo Gionne dopo i recenti annegamenti
Chiamate di telemarketing: come ho smesso di riceverne 40 al giorno
Meta sotto processo negli USA: l’accusa è che alcune funzioni dei social creino dipendenza
“Se nasci mela, non puoi diventare fragola”: Vincenza Palmieri denuncia il “Sistema Piemonte”