Parma - L’Università di Parma condanna violenze e arresti in Myanmar. Subito dopo il colpo di Stato del 1° febbraio il Rettore Paolo Andrei aveva espresso la sua personale riprovazione e ora arrivano anche le delibere di Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione.
“L’Università di Parma - si legge nella dichiarazione deliberata dai due Organi accademici - condanna fermamente l’ondata di violenze e di arresti in Myanmar.
Chiede il rilascio di Aung San Suu Kyi, del Presidente Win Myint, dei parlamentari, di tutti i leader politici e dei tanti esponenti della società civile che sono stati arrestati.
È in atto una pericolosa violazione delle libertà fondamentali, dei diritti umani e della volontà del popolo del Myanmar che durante le ultime elezioni svoltesi nel novembre 2020 si era chiaramente espresso a favore di uno sviluppo democratico del paese.
L’Università di Parma esprime la propria vicinanza ai docenti e agli studenti delle università del Myanmar, con alcune delle quali sono in essere rapporti di cooperazione universitaria intesi a rafforzare il processo di democratizzazione del Paese.
Ci si augura che vengano presto ripristinati i presupposti per riprendere il cammino verso un futuro più equo, libero e di pace”.
Ultimi Articoli
Blackout a Sesto San Giovanni, tecnici al lavoro nelle vie più colpite
Donne, approvato il Piano antiviolenza 2026-2029 in Lombardia
Caldo in Lombardia, attivato il piano regionale per anziani e lavoratori
Giovanni Allevi a Villa Arconati il 3 luglio: ritorno al pianoforte in solo
Carta d’identità cartacea, prorogata la validità a Sesto San Giovanni
Le Civiche FEST 2026, a Milano la seconda edizione dall’1 al 17 luglio
Treni a idrogeno, l’ok di Ansfisa segna una pietra miliare sulla Brescia-Iseo-Edolo
AI Act e contenuti generati dall'AI: cosa cambia dal 2 agosto per chi crea e distribuisce contenuti
Monferr’Autore Festival, arriva Paolo Migone e si amplia il programma tra giugno e luglio