Parma - Sarà il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia il relatore d’eccezione dell'incontro di studi "Quali prospettive per il regionalismo differenziato?", in programma per lunedì 9 dicembre alle 11 nell’Aula dei Filosofi dell’Università di Parma: un argomento di stringente attualità tanto più in Emilia-Romagna, una delle Regioni che, di recente, hanno proposto una riforma del sistema delle autonomie.
L’incontro, organizzato dalla Cattedra di Diritto costituzionale del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, è stato pensato proprio per contribuire al confronto scientifico sul tema, all’interno di un processo cruciale.
L’appuntamento sarà aperto dai saluti di Giovanni Francesco Basini, Vice Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, studî politici e internazionali dell’Università di Parma, e sarà introdotto e moderato da Antonio D’Aloia, docente di Diritto costituzionale. Interverranno i docenti Michele Belletti (Università di Bologna), Sandro Staiano (Università di Napoli Federico II) e Lorenza Violini (Università di Milano).
Le conclusioni saranno affidate al Ministro Boccia.
La Costituzione - così come riformata nel 2001 - attribuisce il potere al Parlamento di riconoscere "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia" alle Regioni che ne facciano richiesta in particolari ambiti di interesse territoriale "sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata".
Su questo procedimento, meglio noto come "regionalismo differenziato", si è sviluppato un forte dibattito (politico e giuridico) da quando, sul finire della scorsa legislatura, le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto hanno avviato una prima negoziazione con il Governo, poi successivamente ripresa nella nuova legislatura. Richieste di maggiore, o meglio, differente autonomia, nel caso di Lombardia e Veneto, supportate anche da due referendum consultivi regionali nel 2017.
Molti, nel dibattito politico, sembrano dichiararsi favorevoli al buon esito di questo percorso di differenziazione delle competenze regionali; il punto è però quante e come debbano essere trasferite, e ovviamente come gestire il problema della distribuzione delle necessarie risorse finanziarie.
Gli esiti di questo processo, infatti, a seconda del contenuto delle intese, non avranno effetti solo per le regioni interessate, ma per tutto il Paese e il sistema delle autonomie.
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