"Sul finire degli anni Settanta, due giovani partirono per l’America Latina. A spingerli erano il mito della rivoluzione cubana, la voglia di vedere il mondo e, forse, la speranza di una vita diversa. Non fuggivano da nessuno, non avevano alle spalle nessuna complicità con la lotta armata, o storie di droga, come purtroppo accadeva a molti della loro generazione. Non si conoscevano, se non di sfuggita, e i loro cammini non si incrociarono mai, in quel continente che li avrebbe definitivamente cambiati.
Uno si chiamava Elio, l’altro era Toni Capuozzo. Giunse in Nicaragua dagli Stati Uniti passando per il Messico, e scrisse ciò che vide del paese in rivolta in un quadernetto. Al suo rientro in Italia riuscì a pubblicarlo sotto forma di un lungo articolo: la rivoluzione, quella prima volta, era stata soffocata nel sangue. Quando i sandinisti ricominciarono a combattere, e vinsero, Capuozzo tornò in Nicaragua, come inviato.
Era nato un giornalista, un corrispondente di guerra. Il ragazzo pieno di sogni e aspirazioni, in quegli anni di vagabondaggio nell’America del Sud, pian piano si trasformò: vide i tragici errori della rivoluzione, capì che a volte gli ideali costringono, in buona o cattiva fede, ad agire in modo inumano, e infine, di fronte alla tragedia dei profughi mískitos scacciati e sterminati dai sandinisti comunisti, varcò il suo personale spartiacque."
Adios. Il mio viaggio attraverso i sogni perduti di una generazione
Toni Capuozzo
Mondadori 2007
Euro 16,50
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