Trento: Anche il 2007, ci porta Verso il giorno più atteso da tutti, il giorno della contemplazione, della fratellanza, verso il giorno della rinascita. Un 2007 forte che ha colpito tutti, nessuno è stato escluso, come il sole del quotidiano illumina tutto e tutti, così il 2007 ha illuminato gli esseri umani senza tralasciare nessuno indifferente. Indifferente alla sofferenza, alla crudeltà commessa verso alcuni esseri umani, la sofferenza indotta dai Media, dalle guerre, dalla carestia, dalla paura di ammalarsi, dalle paure di non essere considerati e capiti. Tutti temono le guerre, l’egoismo è più che mai in ognuno di noi, il desiderio di avere è oltre ogni limite. Viviamo in una società del consumismo spietato e incontrollato, che ha portato al collasso totale la nostra economia mondiale. Tutti i paesi del mondo sono colpiti da malattie, delinquenza, indifferenza, superficialità e guerre insensate. I nostri padri «coloro che gestiscono grandi capitali del mondo del lavoro» non ci offrono alcun esempio morale, ma al contrario mostrano un pugno di ferro inflessibile che non rispetta alcuna entità, siano esseri parte del proprio nucleo lavorativo, che esseri esterni entità autonome che desiderano essere vive, producendo prepotenza e arroganza, eccessi nella gestione delle risorse umane, eccessi nell’uso delle risorse terrene a danno di tutto il pianeta e delle sue creature. Come potranno i nostri figli crescere sani moralmente ? se nulla di sano ci viene mostrato da questi colossi dell’economia globale. Siamo in una società ammalata, ma che grazie ha tutti questi eccessi sta risvegliando il senso del non fare. Fate un sondaggio attorno a Voi e chiedete a 10 persone come hanno vissuto il 2007, avrete sicuramente risposte che faranno riflettere. In tutti ci sarà un malessere generale. Gesù ha predicato tutto questo molto tempo fa.. e nella sua immensa saggezza attraverso le sue parabole figurate e senza età ha rappresentato tutte le epoche dell’uomo compreso la nostra. Ci ha illuminati a proposito della sofferenza e, in molte occasioni ha detto «Non sarò io a terminare questo lavoro, ma verrà uno spirito consolatore che completerà quanto iniziato da me (16)...» Possiamo già dire che la confusione è sovrana in tutto il mondo, oggi abbiamo occhi per vedere in tutto il mondo e, questo ci mette in condizione di sentire ciò che non vorremmo sentire e, per i popoli più ostinati, altri popoli hanno provveduto al caos, guardate le migrazioni di massa, case derubate, persone picchiate dove il senso civile era da anni già stabilito. I governi non hanno capacità educativa, le Scuole non insegnano , i genitori sono spesso incapaci di gestire la propria prole. Tutto questo perché ? forse perché manca una base morale più matura evoluta, globalizzata. Provate a frequentare gruppi di persone che hanno perso un amore, sia partner o figlio.. Troverete in queste persone moltissimo amore offuscato dal dolore e, in molte altre aspetti latenti che se non fossero stati colpiti dalla sofferenza non avrebbero migliorato se stessi. E per i più ostinati un risveglio della propria sensibilità. Anche se il tempo del risveglio di tutte le coscienza non è compiuto, è sicuramente iniziato. Ormai tutto è sotto gli occhi di tutti e, tutto questo ci porta a confrontarci anche quando non vogliamo. E se ignoriamo il mondo non ci ignora in quanto lavora anche nel silenzio più profondo.
Lady Silvia
concludo con un pensiero sul natale
Con la Mano sul Cuore,
Accarezza chi vuoi Bene.
Felice Natale e, che il bene ti avvolga per tutto il 2008
IO NON SONO VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA, MA LA DIVISIONE
estratto: dal Vangelo secondo lo spiritismo
9. “Non crediate che io sia venuto a portar pace sulla terra. Non son venuto a portar la pace, ma la spada. Perché son venuto a dividere il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno i suoi familiari”. (San Matteo, Cap. X, versetti 34, 35, 36).
16. Quando Gesù disse: “Non crediate che io sia venuto a portare la pace, ma la divisione”, il suo pensiero era questo: “Non crediate che la mia dottrina trionferà pacificamente: farà nascere lotte sanguinose, nelle quali il mio nome sarà solo il pretesto, perché gli uomini non mi avranno capito o non avranno voluto capirmi. I fratelli, divisi dalle loro credenze, estrarranno le spade l’uno contro l’altro e regnerà la divisione fra i membri della stessa famiglia avranno fedi diverse. Io sono venuto a metter fuoco alla terra, cancellare gli errori ed i pregiudizi, come si dà fuoco ad un campo per distruggere le erbe nocive, ed ho fretta che il fuoco si accenda perché sia più rapida la purificazione, e la verità ne sorga trionfante. Alla guerra seguirà la pace, all’odio dei partiti la fraternità universale, alle tenebre del fanatismo la luce della fede illuminata. Allora, quando il campo sarà preparato, io vi invierò il Consolatore, lo Spirito di Verità che verrà a ristabilire il vero in tutto; facendo riconoscere l’autentico senso delle mie parole, che gli uomini più elevati potranno finalmente capire, porrà fine alla lotta fratricida che divide i figli di uno stesso Dio. Stanchi di um combattimemto senza esito, che non trascina com sé che la desolazione e reca il turbamento in seno alle famiglie, gli uomini si renderanno conto di quali siano i loro veri interessi in questo mondo e nell’altro, e da che lato siano i loro amici ed i memici della loro serenità. Allora tutti verranno a rifugiarsi sotto la stessa bandiera, quella della carità, e le cose saranno ristabilite sulla terra nella verità e nei principi che vi ho insegnati”.
NON ANDATE FRA I GENTILI
8. Essi sono i Dodici che Gesù inviò, dopo aver dato loro queste istruzioni, dicendo: “Non andate fra i Gentili e non entrate nelle città dei Samaritani; ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. E durante il viaggio predicate, dicendo: “Il regno dei cieli è vicino”. (San Matteo, Cap. X, versetti 5, 6, 7).
9. Gesù prova in più circostanze che le sue vedute non sono circoscritte al popolo ebreo, ma che abbracciano tutta l’umanità. Se dice, dunque, di non andare presso i Pagani, non è per disdegnare la conversione di questi, cosa che sarebbe stata poco caritatevole, ma perché gli Ebrei, che credevano nel Dio unico ed attendevano la venuta del Messia, erano preparati dalla legge di Mosè e dalle parole dei Profeti, a ricevere il suo insegnamento. Presso i Pagani, invece, la base stessa, si doveva fare tutto dal principio, e gli apostoli non erano ancora abbastanza illuminati da affrontare um compito tanto pesante. Perciò dice loro: Andate dalle pecore perdute di lsraele; ossia andate a seminare in un terreno già dissodato. Egli sapeva bene che la conversione dei Gentili sarebbe venuta a suo tempo: infatti, più tardi, gli apostoli andarono a piantare la croce nel centro stesso del paganesimo.
10. Queste parole possono applicarsi agli adepti ed ai praopagandisti dello spiritismo. Per essi, gli increduli sistematici, gli schernitori ostinati, gli avversari interessati, sono ciò che erano i Gentili per gli apostoli. Seguendo l’esempio di questi essi dovranno cercare dapprima i loro proseliti fra gli uomini di buona volontà, coloro che desiderano la luce, coloro in cui già esiste um germe fecondo.
Grande è il loro numero, senza che gli spiritisti perdano il loro tempo con quanti rifiutano di vedere e di capire, e tanto più si irrigidiscono per orgoglio quanto più sembra si attribuisca valore alla loro conversione. È meglio aprire gli occhi a cento ciechi che vogliono vedere con chiarezza che non ad uno solo che si compiace dell’oscurità, perché vuol dire aumentare il numero dei sostenitori della causa in maggior proporzione. Lasciar tranquilli gli altri non è indifferenza, ma buona politica. Toccherà anche ad essi, quando si troveranno dominati dall’opinione generale e udranno attorno a loro ripetere sempre la stessa cosa: allora crederanno di accettare l’idea volontariamente, da se stessi, e non sotto l’impulso di um individuo. Eppoi, le idee sono come i semi: non possono schiudersi prima che la stagione sia giunta, e solo in um terreno adatto. Meglio, quindi, aspettare il tempo propizio e coltivare prima quelli che già germogliano, evitando di far abortire gli altri, spingendoli troppo.
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