E’ cominciato il cinquantesimo anno della mia esistenza e una riflessione mi attraversa come un lampo.
Al tempo della loro dipartita da questa valle di lacrime Cristo di anni ne aveva 33,John Lennon 40,Che Guevara 39,Mozart 35,Pessoa 47,Proust 51,Sylvia Plath 31,Virgina Woolf 59,Leopardi 39.
Ho vissuto più io che la quasi totalità di quei personaggi che...più di ogni altro...hanno alimentato la mia poetica!
Ho avuto tutto il tempo per pensare...dire...fare.
Più d’uno penserebbe senza realizzare alcunchè.
Ma forse non era rimasto granchè da pensare...dire...fare.
L’umanità,nella sua millenaria storia,ha bruciato tutto ottenendo il meglio in ogni campo.Le canzoni e le poesie più belle sono state scritte,i romanzi migliori concepiti,le scoperte scientifiche che realmente affrancano l’uomo dalla schiavitù fatte,le religioni con annessi martiri e paradisi fondate,i sistemi filosofici più completi e sofisticati costruiti.
Difficilmente potrei aggiungere,nè togliere niente al mondo in questa condizione di ipotetica saturazione delle possibilità.
Forse è opportuno defilarsi...nel proprio sottosuolo...in compagnia di amici fidati...e lasciare ad altri l’ennesima replica della tragicomica rappresentazione della vita che va in scena con attori sempre diversi ma con le medesime dinamiche e gli identici esiti...da che la memoria mi sostiene.
E’ tempo di passare il testimone a chi ancora crede che ci sia tanto da fare o da scoprire.
Ai figli...granelli di polvere in un mare di dune tutte uguali,tutte in movimento illusorio.Perchè qualcuno direbbe...“the show must go on“ e ci vuole chi disarticoli il male con una scrollata di spalle,una risata o uno sberleffo.
E questa prerogativa è appannaggio quasi esclusivo della gioventù.
Ai cinquantenni resta il limbo degli andati,rassegnati....giammai soddisfatti.
ROSARIO TISO
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