CITTA' DEL VATICANO. Lasciata Piazza Matteotti dopo l’incontro con i giovani e la recita dell’Angelus, il Santo Padre ha raggiunto la Cattedrale di San Lorenzo, per l’incontro con il Capitolo e i rappresentanti della vita consacrata.
Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Vescovo Ausiliare di Genova, S.E. Monsignor Luigi Ernesto Palletti ed ha ricevuto il saluto del Preside della Cattedrale, Monsignor Mario Grone, e del Delegato diocesano per la Vita Consacrata, Padre Domenico Rossi, OCD.
“Questo tempio, attorniato da tanti vicoli” - ha detto il Papa - “sembra essere il punto di confluenza e di arrivo di ogni cammino: come se dall’ombra delle vie strette gli uomini volessero uscire alla luce della loro Cattedrale, volessero uscire nella luce di Dio che tutti accoglie, abbraccia, illumina e ristora”.
“Nei secoli passati, la Chiesa di Genova ha conosciuto una ricca tradizione di santità e di generoso servizio ai fratelli” - ha detto il Pontefice - “Ma anche ora, nonostante le difficoltà che la società sta attraversando, è forte la passione evangelizzatrice nelle vostre comunità . In particolare, è cresciuto il comune desiderio di stringere rapporti di sempre più fraterna intesa per collaborare all’azione missionaria, promossa in tutta l’Arcidiocesi. Infatti, seguendo gli orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana, volete porvi in stato di permanente missionarietà , come testimonianza della gioia del Vangelo e come invito esplicito rivolto a tutti a incontrare Gesù Cristo”.
Per coltivare lo spirito missionario, ha proseguito il Pontefice, “E’ necessario soprattutto che diventiamo ’specialisti’ dell’ascolto di Dio, ed esempi credibili di una santità che si traduca in fedeltà al Vangelo senza cedimenti allo spirito del mondo. Come ebbe a scrivere il Cardinale Giuseppe Siri, zelante Pastore di questa Arcidiocesi per vari decenni, (...) "’la vita religiosa si muove intorno a Dio e tutto dispone intorno a Dio e pertanto diventa una testimonianza di Dio e il richiamo di Dio’".
“Vi prego di continuare nelle vostre opere, ma soprattutto nella vostra presenza: il venir meno delle vostre comunità impoverisce voi, ma anche Genova. I poveri, i malati, le famiglie, i bambini, le nostre Parrocchie, tutto è prezioso campo di servizio e di dono per costruire la Chiesa e servire gli uomini”.
“La lunga tradizione spirituale di Genova conta ben sei Papi, dei quali ricordo soprattutto Benedetto XV, (...), il Papa della pace, il quale scriveva: ’ciò che rende la parola umana capace di giovare alle anime è la grazie di Dio’. Non dimentichiamolo mai. (...) Per essere testimoni e araldi del messaggio salvifico non possiamo contare solo sulle nostre umane energie. E’ la fedeltà di Dio a stimolare e a conformare la nostra fedeltà a Lui: per questo, lasciamoci guidare dallo Spirito della verità e dell’amore”.
Al termine dell’incontro, il Papa si è soffermato in preghiera davanti alla tomba del Cardinale Giuseppe Siri e quindi si è trasferito al Seminario Arcivescovile Maggiore "Benedetto XV" dove ha salutato i Seminaristi e pranzato con i Vescovi della Liguria.
PV-ITALIA/RELIGIOSI/GENOVA VIS 080519 (460)
CHIESA CHIAMATA AD OFFRIRE TESTIMONIANZA DI COMUNIONE
CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2008 (VIS). Alle 16:30 il Papa ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica in Piazza della Vittoria a Genova, alla quale hanno assistito 40.000 persone.
Commentando le letture della messa nella solennità della Santissima Trinità , Benedetto XVI ha affermato: “La festa di oggi ci invita a salire in un certo senso ’sul monte’ come fece Mosè. Questo sembra a prima vista portarci lontano dal mondo e dai suoi problemi ma in realtà si scopre che proprio conoscendo Dio più da vicino si ricevono anche indicazioni pratiche preziose per la vita”.
“L’uomo” - ha proseguito il Pontefice - “non si realizza in un’autonomia assoluta, illudendosi di essere Dio, ma, al contrario, riconoscendosi quale figlio, creatura aperta, protesa verso Dio e verso i fratelli, nei cui volti ritrova l’immagine del Padre comune”.
“Si vede bene che questa concezione di Dio e dell’uomo sta alla base di un corrispondente modello di comunità umana, e quindi di società . E’ un modello che sta prima di ogni regolamentazione normativa, giuridica, istituzionale, ma direi anche prima delle specificazioni culturali. Un modello di famiglia umana trasversale a tutte le civiltà , che noi cristiani siamo soliti esprimere fin da bambini affermando che gli uomini sono tutti figli di Dio e quindi tutti fratelli”.
“In una società tesa tra globalizzazione e individualismo, la Chiesa è chiamata ad offrire la testimonianza della ’koinonia’, della comunione. Questa realtà non viene ’dal basso’ ma è un mistero che ha, per così dire, le ’radici in cielo’: proprio in Dio uno e trino”.
“Abbiate cura” - ha esortato Benedetto XVI - “della formazione spirituale e catechistica, una formazione ’sostanziosa’, più che mai necessaria per vivere bene la vocazione cristiana nel mondo di oggi. Lo dico agli adulti e ai giovani: coltivate una fede pensata, capace di dialogare in profondità con tutti, con i fratelli non cattolici, con i non cristiani e i non credenti”.
“Incoraggio con affetto speciale i seminaristi e i giovani impegnati in un cammino vocazionale: non abbiate timore, anzi, sentite l’attrattiva delle scelte definitive, di un itinerario formativo serio ed esigente”.
“Chiesa di Genova” - ha concluso il Pontefice - “sii unita e missionaria, per annunciare a tutti la gioia della fede e la bellezza di essere Famiglia di Dio. (...) Cari amici, guardate al futuro con fiducia e cercate di costruirlo insieme evitando faziosità e particolarismi, anteponendo ai pur legittimi interessi particolari il bene comune”.
Terminata la celebrazione della Santa Messa, il Santo Padre ha raggiunto l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova-Sestri, per ripartire alla volta di Roma.
PV-ITALIA/MESSA/GENOVA VIS 080519 (430)
RISPETTARE CARISMI MOVIMENTI ECCLESIALI
CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi i Vescovi partecipanti ad un Seminario di Studi promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici, per riflettere sulla sollecitudine pastorale verso i movimenti ecclesiali e le nuove comunità . (15-17 maggio, Rocca di Papa, Roma).
“I movimenti ecclesiali e le nuove comunità ” - ha detto il Papa - “sono una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa per l’attuazione del Concilio Vaticano II (...). Paolo VI e Giovanni Paolo II seppero accogliere e discernere, incoraggiare e promuovere l’imprevista irruzione delle nuove realtà laicali che, in forme varie e sorprendenti, ridonavano vitalità , fede e speranza a tutta la Chiesa”.
“Sono stati superati non pochi pregiudizi, resistenze e tensioni” - ha rilevato il Pontefice - “Rimane da assolvere l’importante compito di promuovere una più matura comunione di tutte le componenti ecclesiali, perché tutti i carismi, nel rispetto della loro specificità , possano pienamente e liberamente contribuire all’edificazione dell’unico Corpo di Cristo”.
Riferendosi al tema del Seminario di studio: “Vi chiedo di andare incontro ai movimenti con molto amore”, esortazione rivolta nel 2006 ad un gruppo di Vescovi tedeschi in Visita “ad Limina”, Benedetto XVI ha detto: “Andare incontro con molto amore ai movimenti e alle nuove comunità ci spinge a conoscere adeguatamente la loro realtà , senza impressioni superficiali o giudizi riduttivi. Ci aiuta anche a comprendere che i movimenti ecclesiali e le nuove comunità non sono un problema o un rischio in più, che si assomma alle nostre già gravose incombenze. No! Sono un dono del Signore, una risorsa preziosa per arricchire con i loro carismi tutta la comunità cristiana”.
“Difficoltà o incomprensioni su questioni particolari non autorizzano alla chiusura” - ha sottolineato il Papa - “A noi Pastori è chiesto di accompagnare da vicino, con paterna sollecitudine, in modo cordiale e sapiente, i movimenti e le nuove comunità , perché possano generosamente mettere a servizio dell’utilità comune, (...), i tanti doni di cui sono portatori e che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare: lo slancio missionario, gli efficaci itinerari di formazione cristiana, la testimonianza di fedeltà e obbedienza alla Chiesa, la sensibilità ai bisogni dei poveri, la ricchezza di vocazioni”.
“L’autenticità dei nuovi carismi è garantita dalla loro disponibilità a sottomettersi al discernimento dell’autorità ecclesiastica. (...) Consacrato e assistito dallo Spirito di Dio, in Cristo, Capo della Chiesa, il Vescovo dovrà esaminare i carismi e provarli, per riconoscere e valorizzare ciò che è buono, vero e bello, ciò che contribuisce all’incremento della santità dei singoli e delle comunità . Quando saranno necessari interventi di correzione, siano anch’essi espressione di ’molto amore’".
AC/MOVIMENTI/CON-L VIS 080519 (450)
LA MISSIONE COMPITO E DOVERE DI TUTTE LE CHIESE
CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Udienza i partecipanti all’incontro del Consiglio Superiore delle Pontificie Opere Missionarie, organismi al servizio del Papa e dei Vescovi delle Chiese locali “per realizzare il mandato missionario di evangelizzare le genti fino agli estremi confini della Terra”, riuniti in questi giorni in Assemblea Plenaria.
Rivolgendo parole di saluto al Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Papa ha affermato: “Le Pontificie Opere Missionarie (...) sono state uno strumento prezioso nelle mani dei miei Predecessori, che le hanno elevate al rango di Pontificie, raccomandando ai Vescovi di istituirle nelle loro diocesi. Il Concilio Vaticano II (...) ha particolarmente approfondito la natura e la missione della Chiesa particolare, riconoscendone la piena dignità e responsabilità missionaria”.
“La missione è un compito e un dovere di tutte le Chiese, che come vasi comunicanti condividono persone e risorse per realizzarla”. La missione della Chiesa locale “è missione di comunione. Ai germi di disgregazione tra gli uomini, che l’esperienza quotidiana mostra tanto radicati nell’umanità a causa del peccato, la Chiesa locale contrappone la forza generatrice di unità del Corpo di Cristo”.
“Grazie alla riflessione che hanno sviluppato in questi decenni, le Pontificie Opere Missionarie” - ha proseguito il Pontefice - “si sono inserite nel contesto dei nuovi paradigmi di evangelizzazione, e del modello ecclesiologico di comunione tra le Chiese. E’ chiaro che esse sono Pontificie, ma per diritto sono anche episcopali, in quanto strumenti nelle mani dei Vescovi per realizzare il mandato missionario di Cristo”.
“L’apostolo Paolo a cui la Chiesa dedica uno speciale anno nel ricordo dei duemila anni dalla nascita” - ha detto il Papa - “ha compreso sulla via di Damasco e poi sperimentato nel corso del successivo ministero che la redenzione e la missione sono atti d’amore. E’ l’amore di Cristo che lo spinge a percorrere le strade dell’impero romano, ad essere araldo, apostolo, banditore del Vangelo. (...) E’ l’amore che ci deve spingere ad annunciare con franchezza e coraggio a tutti gli uomini la verità che salva. Un amore che si deve irradiare dovunque e raggiungere il cuore di ogni uomo. Gli uomini infatti attendono Cristo”.
“Le parole di Gesù, ’Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni” (...)” - ha concluso il Pontefice - “costituiscono ancora un mandato obbligatorio per tutta la Chiesa e per ogni singolo fedele di Cristo. Questo impegno apostolico è un dovere ed anche un diritto irrinunciabile, espressione propria della libertà religiosa, che ha le sue corrispondenti dimensioni etico-sociali ed etico-politiche. Alle Pontificie Opere è chiesto di rendere la ’Missio ad Gentes’ il paradigma di tutta l’attività pastorale”.
AC/MISSIONE/PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE VIS 080519 (450)
SANTA MESSA IN SUFFRAGIO CARDINALE BERNARDIN GANTIN
CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2008 (VIS). Venerdì 23 maggio, alle 11:00, all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, celebrerà la Santa Messa di suffragio, insieme con gli altri Cardinali, per il Cardinale Bernardin Gantin.
Il Cardinale Gantin, mancato il 13 maggio scorso a Parigi all’età di 86 anni, era Decano emerito del Collegio Cardinalizio e titolare della Chiesa suburbicaria di Palestrina.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, Papa Benedetto XVI rivolgerà la sua parola ai presenti e impartirà la Benedizione Apostolica.
OCL/MESSA SUFFRAGIO GANTIN/SODANO VIS 080519 (100)
PADIGLIONE SANTA SEDE EXPO ZARAGOZA 2008
CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2008 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo una Conferenza Stampa di presentazione del Padiglione della Santa Sede all’Expo Zaragoza 2008 (Spagna), in programma dal 14 giugno al 14 settembre, sul tema: “Acqua e sviluppo sostenibile”.
Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; l’Arcivescovo Manuel Ureña Pastor, di Zaragoza; il Signor Francisco Vázquez Vázquez, Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede; il Dottor Juan Alberto Belloch Julbe, Sindaco della Città di Zaragoza e, fra gli altri, il Dottor Emilio Fernández-Castaño, Commissario Generale dell’Expo Zaragoza 2008.
Il Cardinale Martino ha auspicato che la prossima Esposizione Universale a Zaragoza “fornisca un’opportunità di conoscenza e aumenti la consapevolezza dell’importanza dell’acqua nella vita del mondo. Ciò risulta importante per due ragioni. In primo luogo, la dottrina sociale della Chiesa riconosce che l’acqua è fonte di vita. (...) L’utilizzo dell’acqua (...) deve essere volto al soddisfacimento dei bisogni di tutti, in particolare di coloro che vivono in povertà ”.
“La seconda ragione per diffondere la consapevolezza dell’importanza dell’acqua” - ha proseguito il Cardinale Martino - “ci riporta alla nostra fede. Nel momento del battesimo, l’acqua viene utilizzata come segno di purificazione e di una nuova vita. (...) L’acqua è portatrice di vita, sia fisica che spirituale; è attraverso l’acqua che siamo invitati a condividere la vita di Cristo”.
Ricordando che uno degli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo è quello di ridurre della metà , entro l’anno 2015, la proporzione di chi è privo di accesso all’acqua potabile, il Porporato ha concluso il suo intervendo sottolineando che: “l’acqua potabile ed i servizi sanitari basici sono riconosciuti come elementi essenziali per la vita di ogni essere umano”.
La Santa Sede propone un Padiglione che è un invito alla riflessione sulla duplice dimensione dell’acqua: divina ed umana.
Il visitatore seguirà un percorso guidato suddiviso in tre tappe. La prima presenta l’acqua come fonte di vita; la seconda mostra una collezione di opera d’arte legate all’acqua e al suo ruolo nella Storia della Salvezza; e la terza è uno spazio di carattere solidale nel quale ci viene ricordato che molti uomini hanno un accesso limitato a questo elemento vitale ed anche la necessità di lavorare tutti insieme per risolvere il problema”.
La Santa Sede partecipa anche alle altre attività promosse dalla Expo Zaragoza 2008 nell’ambito della Mostra e il suo principale contributo è un Congresso Internazionale di Ecologia, in programma dal 10 al 12 luglio, sul tema. “La questione ecologica: la vita dell’uomo nel mondo”. Il Congresso è stato promosso dall’Arcidiocesi di Zaragoza e dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e conterà sulla partecipazione di numerosi esperti, provenienti da tutto il mondo, della materia.
OP/EXPO ZARAGOZA/MARTINO:UREɘA VIS 080519 (460)
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