CITTÀ DEL VATICANO, L’omelia dell’arciprete della Basilica di San Pietro, il cardinale Francesco Marchisano - ricca di ricordi personali sugli incontri con Giovanni Paolo II - i canti liturgici dei cantori della Sistina e un cero pasquale, simbolo del Cristo Risorto, hanno caratterizzato la seconda Messa - delle nove previste dal tradizionale ciclo dei ’Novendiali’ - in suffragio di Karol Wojtyla, concelebrata stasera da otto cardinali all’altare maggiore della Basilica di San Pietro, gremita di fedeli , soprattutto quella della Città del Vaticano a cui in particolare si rivolgeva.
“ Gesù che si mette in cammino” è stato uno dei riferimenti centrali dell’omelia che ha ricordato l’incontro di Cristo con i suoi discepoli a Emmaus, sottolineando che anche il Papa “sapeva capire, partecipare, camminare insieme” come dimostrò anche in occasione di momenti difficili nella vita dello stesso arciprete di San Pietro.
Anche nella Veglia che aveva preceduto i funerali nella Basilica di San Giovanni, monsignor Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, aveva citato lo stesso passo del Vangelo di Luca.
Alla solenne concelebrazione liturgica di stasera, presieduta dal cardinale Marchisano, erano presenti, tra gli altri, numerosi cardinali ( a Roma ne sono giunti finora a Roma più di 140 per partecipare al Conclave che comincerà il 18 aprile), il segretario personale del Pontefice, monsignor Stanislao Dziwisz, citato nell’omelia, e Camillo Cibin, comandante del Corpo di Vigilanza vaticana talvolta definito ’angelo custode’ di papa Wojtyla.
“E’ stato con me di una paternità infinita” ha ricordato il cardinale Marchisano, rievocando i suoi primi incontri con il vescovo ausiliare Wojtyla di Cracovia nel 1962 ( il porporato era a quel tempo assistente per i seminari dei Paesi dell’Europa orientale), ma soprattutto le premure del Papa in occasione di sue passate infermità , in particolare dopo un intervento chirurgico alla carotide che gli aveva fatto perdere temporaneamente la voce.
“ ’Non abbia paura, il Signore le rimanderà la voce, non abbia paurà mi disse il Papa - ha raccontato il cardinale Marchisano - mentre mi accarezzava il punto in cui mi avevano operato; io non seppi trattenermi e gli scoccai due forti baci di cui, quasi sorpreso mi ringraziò”.
I “novendiali”, cominciati con il funerale di ieri, continueranno con altre sette Messe, tre delle quali definite “Cappelle”, fino al 16 aprile e costituiscono un momento di intensa preghiera anche in preparazione del Conclave. Domani, a presiedere la terza Messa in San Pietro, rivolta soprattutto ai fedeli della città di Roma, sarà il cardinale vicario Camillo Ruini. [MB]
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