CITTA' DEL VATICANO / MISNA su Ladysilvia; “Le condizioni generali in cui si svolge in Africa l’opera della Chiesa vi sono note. Esse sono difficili”scriveva Pio XII il 21 aprile 1957, esattamente 50 anni fa, nell’enciclica “Fidei Donum” ( Dono della Fede), sollecitando vescovi e sacerdoti diocesani delle Chiese meno giovani a soccorrere nella loro attività missionaria le più giovani, in particolare quelle africane. “La maggior parte di quei territori " diceva ancora Pio XII - sta attraversando una fase di evoluzione sociale, economica e politica, che è gravida di conseguenze per il loro avvenire; bisogna pur riconoscere che le numerose incidenze della vita internazionale sulle situazioni locali non sempre permettono anche ai governanti più saggi di graduare le tappe che sarebbero necessarie per il vero bene di quei popoli. La Chiesa che, nel corso dei secoli, ha già visto nascere e ingrandirsi tante nazioni, non può oggi non rivolgere particolare attenzione a quei popoli che operano per assicurarsi i diritti delle libertà civili”.
E più avanti aggiungeva: “Missionaria fin dalle sue origini, la santa Chiesa non ha cessato, per compiere l’opera cui non può venir meno, di indirizzare ai suoi figli un triplice invito: alla preghiera, alla generosità , e, per alcuni, al dono di se stessi. Oggi ancora le missioni, soprattutto quelle d’Africa, attendono dal mondo cattolico questa triplice assistenza”. Oggi, 50° anniversario della “Fidei Donum”, è evidente che in questo mezzo secolo non soltanto molte diocesi europee e di altri continenti hanno destinato sacerdoti e laici delle loro diocesi alla “missione ad gentes”, ovvero i “fidei donum” inviati in terre lontane da quelle della loro diocesi, ma che in tempi a noi più vicini anche le stesse Giovani Chiese hanno ricambiato il “dono” Dell’enciclica e del cammino percorso da questa particolare attività missionaria si è gia discusso da almeno un anno in più sedi, dall’America Latina (Brasile) all’Europa (Italia e Spagna in particolare) all’Asia (Tailandia).
Ma è tra pochi giorni, dall’8 all’11 maggio, che l’anniversario dell’ Enciclica di Pio XII raggiungerà uno dei suoi punti più alti con il Congresso internazionale sui Fidei Donum intitolato “Tutte le Chiese per tutto il mondo” promosso dalla Pontificia Unione Missionaria (Pum) in programma presso la ’Fraterna Domus’ di Sacrofano (Roma).
All’incontro parteciperanno due rappresentanti per ogni Conferenza Episcopale, un vescovo incaricato delle Missioni nell’ambito della Conferenza Episcopale, e un Fidei Donum;si prevedono in totale, circa 350 partecipanti tra rappresentanti delle Conferenze Episcopali, invitati e direttori nazionali delle Pontificie Opere Missionarie (Pom) di tutto il mondo che saranno a Roma per la loro Assemblea Generale Annuale. All’agenzia “Fides” " espressione della Congregazione per l’vangelizzazione dei popoli - il Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria.
Il Segretario generale della Pum, padre Vito del Prete del Pontificio istituto missioni estere (Pime), presentando la grande asssise di Sacrofano, ha detto: “Oggi è cambiata radicalmente la modalità di invio dei missionari. Sempre più l’evangelizzazione diverrà effettiva responsabilità delle Chiese locali, che nel modello ecclesiologico di comunione tra le Chiese per la missione, invieranno i loro membri (clero, religiosi, laici) ad altre Chiese. Questo cammino, iniziato dalla ’Fidei Donum’, è stato sviluppato dal Concilio Vaticano II e dal Magistero missionario postconciliare.
E’ anche il frutto del costante e lungo lavoro di animazione e formazione svolto dalle Pontificie Opere Missionarie e dagli Istituti missionari, che hanno sempre richiamato tutte le Chiese al loro dovere missionario. Solo in questa maniera il mandato missionario non sarà più effettivamente delegato a ordini e istituti missionari, che resteranno sempre come espressione della radicalità missionaria della Chiesa.
Il Congresso intende arrivare a delle conclusioni che ci attendiamo di natura pratica: ripensare i Fidei Donum accordando loro una nuova identità che risponda alla nuova realtà missionaria, promuovere una concreta comunione tra le Chiese, mettere in condizione le giovani Chiese di formare ed inviare i propri Fidei Donum”. [MB]
La Redazione Ladysilvia
a cura di: MISNA
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