Notizie Avventiste: Non releghiamo la spiritualità nelle panche della chiesa, ha detto Jan Paulsen, presidente della Chiesa avventista mondiale, ad un gruppo di dirigenti della chiesa riuniti per discutere su un maggior coinvolgimento della chiesa, che secondo i responsabili, è ancora limitata al pulpito.
Paulsen ha detto: “Il comportamento dei membri di chiesa può essere una conferma o una smentita della nostra fede, il silenzio può colpevolizzare così come la pronuncia di parole errate”.
Rivolgendosi ai membri del “Comitato di Evangelizzazione e Testimonianza” riunito alla sede centrale di Washington D.C. per un incontro di lavoro che ha luogo ogni due anni, Paulsen ha detto che la fede avventista non dovrebbe essere relegata ai libri o agli archivi delle chiese.
Durante la sua presentazione, Paulsen ha sottolineato una domanda fondamentale rivoltagli da un giornalista nel corso di un’intervista televisiva: “Perchè siete avventisti?”. Paulsen ha detto che “gli avventisti dovrebbero essere visti e ascoltati”¦ il pubblico ci deve conoscere. Vi sono momenti in cui bisogna fare un passo indietro e vedere come la nostra vita è percepita da chi non condivide la nostra fede. Cosa vogliamo che scoprano?”.
“Io parlo di cose che sono al centro del messaggio avventista” ha sottolineato Paulsen, facendo notare che “probabilmente il 99% delle persone che gli avventisti incontrano non sono mai state invitate ad assistere ad un servizio religioso tenuto in chiesa considerandolo forse una perdita di tempo. Queste persone non studiano Daniele e Apocalisse. A volte sono anche a digiuno dei valori fondamentali della dottrina. Dobbiamo chiederci ’cosa desidero che si sappia della mia chiesa?’”.
Ed ha proseguito: “Gli avventisti dovrebbero essere conosciuti come “partigiani della libertà ” non con un’etichetta di violenti, ma di persone che operano non solo in favore di chi condivide le nostre idee, ma per tutti, a prescindere dalle loro credenze”. Ed ha citato gli sforzi per promuovere la libertà religiosa nel mondo, facendo notare che “gli avventisti sono conosciuti per essere i più convinti sostenitori della libertà di pensiero e della propagazione della propria fede”.
Paulsen ha proseguito facendo notare che le due fondamentali convinzioni degli avventisti, l’educazione e la salute, sono due fattori che possono attirare anzichè dividere.
Nel corso dell’incontro, i commenti che hanno fatto eco alle parole di Paulsen, sono stati quelli di Gary Krause, direttore del dipartimento della Missione avventista, che ha sottolineato che “in passato, le persone ci conoscevano come collettori di fondi o procacciatori di conversioni. Penso che dovremmo continuare ad essere interessati a portare le anime a Cristo, ma far sapere che ci occuperemo di loro anche se non diverranno avventisti, perché siamo una chiesa che ha cura delle persone”.
Allan Handysides, direttore del dipartimento della Salute, ha detto che “i membri dovrebbero evitare la cultura della negativismo che genera una religione che elimina la gioia e favorire piuttosto un ministero della guarigione. Le persone sono più attratte da quello che siamo che da quello che diciamo di essere. L’evangelizzazione mette in risalto quello che vorremmo che sapessero, ma la personale testimonianza rivela quello che in realtà siamo”.
Parlando del fallimento della chiesa di fronte al genocidio ruandese, Paulsen ha detto: “La gente ci deve conoscere come portatori di pace e non come persone che si sottraggono al dovere di difendere i diritti degli altri. Il silenzio in presenza del male è complicità con l’errore. Facciamo si che quello che viene predicato dal pulpito sia una dimostrazione della nostra contrarietà ad ogni manifestazione di odio che provoca violenza. Evitiamo tutto quello che ha odore di politica. Gli avventisti devono essere persone integre, in un epoca caratterizzata da ogni genere di corruzione. Desidero che gli avventisti siano conosciuti come persone oneste, che insegnano e vivono la moralità , persone di un alto livello etico, persone che denunciano la cupidigia, il proprio tornaconto, che danneggiano profondamente la società ”.
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