Milano: “Presentare questo volume dedicato ai vent’anni della Casa Italiana Zerilli-Marimò significa ripercorrere le tappe che hanno segnato la realizzazione di un progetto che ha promosso la nostra cultura e l’immagine di Milano nel mondo. Un’eccellenza milanese e newyorchese che ha messo in campo un’azione di dialogo culturale e scientifico che rafforza le relazioni fra Italia e Stati Uniti. In occasione di questo anniversario Milano la ringrazia. Personalmente sono orgogliosa di essere membro dell’Advisory Board della Casa, con altri rappresentanti italiani e statunitensi della cultura, dell’arte, delle istituzioni”. Così è intervenuta il Sindaco Letizia Moratti, in Sala dell’Orologio, a Palazzo Marino, alla presentazione del volume che celebra i vent’anni di attività della fondazione della Casa Italiana Zerilli-Marimò dove ha sede un Dipartimento autonomo di Italianistica, tra i più prestigiosi del Nord America. La Casa è ospitata dalla storica palazzina restaurata sulla West 12th Street a Greenwich Village acquistata vent’anni fa dalla Baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò.
Presenti la Baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò, Federica Olivares, presidente di Edizioni Olivares, che ha realizzato il volume celebrativo, e Stefano Albertini, direttore della Casa Italiana.
Il Sindaco ha proseguito sottolineando l’impegno della baronessa Zerilli-Marimò: “Una milanese che ha fatto conoscere e amare la cultura italiana ai newyorchesi. Artefice della concretizzazione di un sogno tradotto in realtà grazie alla sua generosità e al suo spirito internazionale”.
“Sono una cittadina di Milano e di New York: sono una cittadina del mondo, ama dire la baronessa. In queste sue parole - ha commentato il Sindaco Moratti - c’è già la motivazione profonda di un’impresa fuori dall’ordinario”.
Mariuccia Zerilli-Marimò alla scomparsa del marito Guido, industriale colto e illuminato, ha voluto creare nella metropoli statunitense una realtà che potesse aprire ai giovani l’opportunità di conoscere la ricchezza della cultura italiana. Allora esistevano già presso la New York University la Maison Française e la Deutsches Haus, ma non una Casa Italiana.
Il centro di diffusione della nostra lingua e della nostra cultura è sede di conferenze, seminari, programmi musicali, mostre, corsi di studio, rassegne cinematografiche che trasmettono ai giovani una conoscenza viva del patrimonio culturale italiano.
Il Sindaco, infine, ha ricordato con emozione il primo incontro con la Casa Italiana in occasione del vertice mondiale delle televisioni alle Nazioni Unite a New York che avevo promosso come Presidente Rai e durante le sue recenti missioni a New York, al MoMa e a Wall Street dove ha avuto l’occasione di illustrare il Museo del Novecento all’Arengario, che ha aperto in questi giorni, del rilancio delle grandi istituzioni della cultura milanese come il Teatro alla Scala, il Piccolo Teatro e la Biblioteca Ambrosiana. Tutte realtà che stanno realizzando alleanze culturali con gli Stati Uniti.
“Un risultato " ha concluso Letizia Moratti - che dobbiamo anche grazie al lavoro di tante realtà di eccellenza che, come la Casa Italiana Zerilli-Marimò, mantengono vivo il legame tra Stati Uniti e Italia”.
Come sottolinea il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in apertura del volume celebrativo: “Casa Italiana Zerilli-Marimò è parte essenziale delle relazioni tra Italia e Stati Uniti”.
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