L'Istituto nazionale di scienze e tecnologie industriali avanzate (Aist) di #Tsukuba ha sviluppato i primi droni 'impollinatori'. Questi robot volanti grandi come colibrì, volano delicatamente di fiore in fiore rubando il polline con la loro 'pancia' pelosa, proprio come fanno api e farfalle.
Pur avendo una struttura piuttosto grezza e sono ancora telecomandati dall'uomo, in futuro, grazie a #Gps e intelligenza artificiale, potranno volare autonomamente, formando sciami capaci di rimpiazzare i veri insetti impollinatori sempre più a rischio estinzione. Per giungere a questo risultato, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", i ricercatori giapponesi sono partiti da dei comunissimi droni a quattro eliche acquistati online. Per trasformarli in veri e propri 'impollinatori' è bastato applicare sul fondo una striscia pelosa, prodotta con il crine di cavallo di un pennello: le setole sono state poi ricoperte con un particolare gel appiccicoso simile ad un adesivo attacca-e-stacca, che permette di prelevare il polline da un fiore per poi rilasciarlo sul fiore successivo.
Con un po' di pratica, i ricercatori sono riusciti a telecomandare i droni in modo che sfregassero delicatamente le loro setole sullo stame di un giglio raccogliendone i granuli di polline. Sempre durante i test si è potuto osservare che il gel adesivo, colpito dalla luce, si mimetizza con l'ambiente circostante, riducendo il rischio di un attacco da parte di eventuali animali predatori.
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