Sono 19 gli arrestati questa mattina dallo Sco e dalle Squadre mobili di Palermo e di Trapani nell’operazione “Golem 2“.
Le persone fermate dalla Polizia sono ritenute essere tutte molto vicine al ricercato Matteo Messina Denaro e sono accusate di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamenti e trasferimento fraudolento di società e valori.
Tra gli arrestati - che fanno tutti parte della struttura operativa di Cosa Nostra trapanese - oltre al fratello e a due cugini del pericolo pubblico numero uno: Messina Denaro, ci sono reggenti di cosche, parenti e prestanome che hanno consentito al potente capomafia di far crescere i suoi “affari“.
Già lo scorso giugno erano state arrestate, nell’operazione “Golem“,13 persone che svolgevano un appoggio fondamentale nella latitanza del supercercato.
La soddisfazione degli investigatori
“L’appoggio in termini economici conta moltissimo perché significa capacità di dare lavoro, di condizionare consigli comunali e operazioni finanziarie“. Così il il questore di Trapani Giuseppe Gualtieri ha commentando gli arresti aggiungendo che: “L’operazione ha indebolito il tessuto di fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro e dato un colpo significativo al fenomeno mafioso della provincia“.
Gli investigatori hanno trovato pieno riscontro nei “pizzini“ attribuiti al boss mafioso Matteo Messina Denaro, sequestrati negli ultimi anni, consentendo così di ricostruire lo scambio di messaggi ed il costante collegamento del latitante con gli altri elementi di vertice di Cosa Nostra, tra cui Bernardo Provenzano e i Lo Piccolo.
In corso anche 40 perquisizioni, in diverse regioni italiane, nei confronti di persone collegate al clan, che operavano sul territorio nazionale. Complessivamente sono impiegati oltre 200 uomini della Polizia di Stato, con l’aiuto di elicotteri e unità cinofile.
Le dichiarazioni del Ministro
“Si sta stringendo il cerchio al latitante numero uno, Matteo Messina Denaro. l’operazione dello Sco della Polizia di Trapani è un passo decisivo perché si è fatta terra bruciata attorno al boss dei boss: sono ottimista che al più presto sapremo catturare anche lui“; questo il commento del ministro dell’Interno, Roberto Maroni parlando dell’operazione di questa mattina e ha aggiunto inoltre che “è stata smantellata la rete postale del latitante più pericoloso“.
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