Una macchia chiara è seguita
da una macchia scura.
E la macchia scura è seguita
da una macchia chiara.
Si,i miei occhi vedono
la solitudine dell’uomo
di fronte all’infinito.
Dopo il terreno c'è il mare
e nel cielo immenso
volano le nuvole sconsolate.
l’uomo è un essere minuscolo
che ascolta le voci della natura
e osserva
il mostruoso mare del vuoto.
La testa bianca cerca
di penetrare la zona scura
ma il tentativo
di sposare l’infinito con il finito
come sempre
è destinato a fallire
miseramente.
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Per mezzo delle parole noi dominiamo tutto il mondo;per mezzo di esse ci procuriamo con leggera fatica,tutti i tesori della terra.
Soltanto l’invisibile,che aleggia,sopra di noi, le parole non sono capaci di tirarlo giù nell’animo nostro. La parola può solo contare e nominare scarsamente le variazioni, ma non può rappresentare visibilmente i trapassi e le trasformazioni di una goccia con l’altra.... (Wackenroder)
Tratti dalla raccolta di poesie di Alfredo d'Ecclesia Abazia nel querceto.
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