La fine sopraggiungerà e ci sorprenderà nel sonno.
Adesso l’attesa può ben valere un’altra possibilità.
La vera libertà è la non-forma,
la non appartenenza.
E’ un foglio bianco e una penna.
E’ il cinquettio di un uccello
mentre imperversa la tempesta.
Il buon senso ci vorrebbe
ormai placide mucche
nei loro scranni,
sposati-padri-cotti-mangiati.
In noi esiste un rivolo sotterraneo, magmatico
di essenza di verità
che viene in superficie,
stillato goccia a goccia.
Quando sarà esaurito...
forse...
saremo esauriti anche noi.
Ma credo che non accadrà mai.
E la vita ci sopravviverà alla morte fisica...
magari solo per qualche istante.
Perché troppo intenso è stato il nostro afflato,
e non finirà per mancanza di linfa.
Come roccia
sarà consumato dal tempo
quando noi non ci saremo più.
ROSARIO TISO
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