La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quel che non si è visto,
vedere di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera
quel che si era visto in estate,
vedere di giorno
quel che si era visto di notte,
con il sole
dove la prima volta pioveva,
vedere le messi verdi
il frutto maturo
la pietra che ha cambiato posto
l’ombra che prima non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già calcati,
per ripeterli
e per tracciarvi
a fianco
nuovi cammini.
Bisogna ricominciare a viaggiare.
Sempre.
Il viaggiatore torna subito.
ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore
Ultimi Articoli
Perché continui a tradurre in testa quando parli inglese.
Come allenare la mente a pensare direttamente in inglese
Concerti estivi a Milano, confermato il piano anti-caos: più TPL, limiti orari e contributo degli organizzatori
MUDEC, nuova concessione: più spazi espositivi e programmazione internazionale
LumbarDialett, la Lombardia lancia la raccolta di parole dialettali con il supporto Treccani
NO al bullismo e cyberbullismo: a Sesto la - patente smartphone- per gli studenti
Sangue e plasma sugli elicotteri lombardi: in un anno 105 vite salvate con il progetto Blood on Board
Temu multata dalla UE per 200 milioni: prodotti illegali e rischi per i consumatori
Festival di Villa Arconati 2026: programma e artisti dal 2 al 15 luglio