Matera è un relitto preistorico incastonato nell’orrido scavato dal torrente “Gravina“.
Sulla piana circostante si sviluppa la città moderna...anonima...consimile a qualsivoglia abitato del XXI° secolo.
Ma è giù dal precipizio della gravina che l’impianto architettonico della città regala quella meraviglia del mondo,patrimonio dell’Unesco,che è il “labirinto“ urbanistico qualificato con un nome universalmente riconosciuto: i “Sassi“.
Mai appellativo fu così appropriato.
Sembra trattarsi di una confusa accozzaglia di pietre,
abbarbicate ad un complesso di grotte,
intersecate da acciottolati sconnessi e scalinate,
parossistici saliscendi e crinali,
con un vago sembiante di presepe di facciata.
Una sorta di “favela“ mediterranea.
Questo prima di un doveroso restauro...
Adesso al caos è stata assegnata una parvenza di ordine,
con selciati rifiniti e traslucidi,
tetti e case ridisegnate e restaurate,
luci sapientemente dislocate ad esaltare l’ambiente.
I “Sassi“...dal più selvaggio “Caveoso“ al più monumentale “Barisano“...pulsano oggi di nuova vita.
E le chiese “rupestri“ che li popolano...una moltitudine variopinta e misteriosa con i loro ineffabili affreschi murari...hanno ripreso a spandere quell’ “aura“ di sacralità scaturente da millenari arcani.
Sfidando il tempo...
inutilmente imprigionato dalla modernità.
ROSARIO TISO
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