A Venezia non c’è una chiesa che possa dirsi banale.La difficoltà è trovarle aperte e potervi accedere gratuitamente.
Non così per S.Zaccaria.Quel che colpisce lo sguardo del visitatore nell’imponente facciata policroma è un felice connubio fra diversi stili architettonici.All’interno sembra di essere in una chiesa ortodossa:pareti tappezzate di dipinti,la messa e il popolo orante,una sensazione di vita vissuta.Nella “Madonna in trono con Bambino e Santi“ di Giovanni Bellini è la punta artistica più elevata del complesso.Ma la più grande suggestione me l’ha regalata “Il parlatorio delle monache a S.Zaccaria“ di Francesco Guardi.Ci si perde nell’atmosfera di un’epoca affascinante e dimenticata e l’immaginazione insegue la cattiva fama dei presunti disinibiti comportamenti delle monache,in maggioranza vittime recalcitranti del costume delle nobili famiglie veneziane di concedere una figlia al rigido destino conventuale.
ROSARIO TISO
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*Tratto dall’opera “Diario veneziano“ di Rosario Tiso
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