La notizia dell'arresto del giudice Nardi che firmò l'ordine di sequestro, è il segnale di GIUSTIZIA che trionfa in modo inequivocabile.
Martedì 15 Gennaio il Municipio 3°, unitamente agli uffici tecnici del patrimonio, hanno dato seguito alla sentenza definitiva con la quale si sanciva l'illegalità del sequestro avvenuto ai danni del csa #Brancaleone ormai più di due anni fa. Le chiavi sono di nuovo nelle mani dell'associazione legittima assegnataria dell'immobile.
Due anni nei quali gli attivisti e le attiviste dello spazio hanno combattuto una battaglia per rivendicare la legittimità del proprio percorso associativo, sociale e culturale lungo oltre vent'anni.
Due anni di abbandono forzato e di buio, di assenza di iniziative e eventi, senza servizi e spazi per il quartiere. Due anni che hanno ferito il centro sociale deteriorando la struttura e causando danni (fortunatamente non strutturali) alle attrezzature e a parte delle strutture faticosamente costruite. In queste ore, inoltre, ci giunge la notizia dell'arresto del giudice Nardi che firmò l'ordine di sequestro; il nostro garantismo ci impone di rivendicare sempre la presunta innocenza ma le accuse di associazione a delinquere, corruzione e falso in atti giudiziari alimentano un'ombra importante sulla genuinità delle sentenze emesse. Anche alla luce, come nel nostro caso, della loro totale inesattezza.
La lunga storia dell’autogestione non merita di essere gestita come un problema di ordine pubblico o come un paragrafo del bilancio economico comunale.
È una storia viva di riscatto sociale, di difesa dei beni comuni e anche di creazione di ricchezza per la collettività.
Gli spazi sociali hanno rappresentato e rappresentano il riscatto di interi quartieri e intere comunità.
Meritano rispetto e ascolto.
Ora si apre una nuova storia con radici profonde che già nelle prossime ore sarà al lavoro per restituire lo spazio al quartiere. Invitiamo tutte e tutti a passare, a venire a vedere cosa è successo in due anni di abbandono, a sostenere il percorso di autogestione e recupero che già è in corso. Abbiamo bisogno del protagonismo, delle idee e della voglia di tutte e tutti, perché oggi cominciamo a curare questa ferita ingiusta.
Il Brancaleone è tornato a casa.
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