ROMA - Il Senato ha approvato definitivamente la legge Gasparri con 155 voti a favore e 128 contrari. La maggioranza ha retto compatta tutta la giornata di votazioni, unico, piccolo, ostacolo la mancanza del numero legale in un paio di occasioni. Si chiude così, almeno a livello parlamentare, la lunga battaglia sul riodrino del sistema televisivo. Fuori dal Parlamento, invece, le proteste continuano: domani i Girotondi saranno in piazza e il capogruppo dei Ds Gavino Angius annuncia il proseguimento della battaglia. Un "traguardo importante ottenuto grazie a una maggioranza coesa nonostante i tanti voti segreti", è invece il commento del ministro Gasparri.
Dalle votazioni al Senato non sono emersi colpi di scena e si sono riproposte le divisioni verticali che hanno accompagnato l’iter parlamentare della contestatissima legge. Angius, in sede di dichiarazione di voto ha ironizzato: "Avete assolto alla vostra missione di tutelare gli interessi del premier proprio mentre Berlusconi ha la responsabilità della presidenza di turno dell’Unione europea. Proprio da quest'ultima è arrivato non a caso un altolà alla legge Gasparri".
Angius ha poi sostenuto che il provvedimento "crea una concentrazione di potere che non ha eguale nel mondo anche perché la maggioranza ha ben pensato, in una situazione critica, di annullare il conflitto e di difendere solo l’ interesse di Berlusconi. Ma è il Paese che paga per tutto questo". Per Angius "è ormai provato che punti fondamentali del ddl Gasparri sono stati scritti sotto dettatura dallo studio di Cesare Previti. Non è un caso quindi che dinanzi a un finto pluralismo la Rai venga ridotta ad uno spezzatino e duramente colpita nella raccolta pubblicitaria".
Immediata la risposta del capogruppo di Forza Italia Renato Schifani. "l’opposizione - ha detto Schifani - non dice la verità , ma preferisce fare demagogia". "Con questa legge - ha sottolineato - si guarda al futuro e si garantisce il pluralismo: con la tv digitale i canali diventeranno cinque volte più numerosi di quelli attuali, e questo significherà avere più pluralismo".
"Ricordiamoci poi - ha aggiunto Schifani - che è grazie alla Casa delle libertà che si arriverà finalmente a un presidente di garanzia per la Rai. l’Ulivo non ha mai avuto il coraggio di approvare una norma del genere, perché aveva paura di perdere Zaccaria. Invece nel prossimo futuro avremo finalmente un presidente super partes a tutela di tutti".
Adesso la parola è al presidente della Repubblica al quale in molti si sono rivolti affinchè non firmi la legge. I Girotondi ed i Verdi chiamano in causa esplicitamente il Capo dello Stato. I primi lanciano la sottoscrizione di un appello online al loro sito igirotondi.it mentre i secondi con Alfonso Pecoraro Scanio dicono: "La legge Gasparri è un misfatto contro la Costituzione e contro la legalità ". Per questo, dice il presidente dei Verdi, "speriamo nell’intervento di Ciampi". Comunque - conclude Pecoraro Scanio - già sono pronte le contromosse: "Ci attrezziamo per il referendum abrogativo e per un'iniziativa europea", con l’obiettivo di un regolamento che valga per l’unione e che "vieti ciò che accade qui da noi".
Opinioni che il ministro delle Telecomunicazioni non vuole commentare: "Non partecipo al sondaggio di opinioni su cosa accadrà : il mio rispetto per le supreme cariche della Repubblica è tale che non entro nel dibattito".
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