Il mio è un tempo in cui non ci sono ore:nient’altro che un numero di cose ben precise da fare;nient’altro che uno dei tanti colori nella tavolozza della vita.Perciò lo rispetto ma non lo temo,non lo scandisco,non lo considero.Ciò che faccio dipende da una preoccupazione o da una esigenza dell’anima,da un desiderio o dalla soddisfazione o delusione di una serata...e forse un pò anche dal mio estro. Presto o tardi. E’ sempre giorno o sempre notte nel mio immaginario. E’ sempre l’inizio o sempre la fine di un mese come di un anno. Sempre uguali e sempre diversi.
Larghe lame oblique di sole infrangono le nuvole e invadono la stanza.
In certi momenti orrore su orrore,ingiustizia su crudeltà riducono il cuore in tanti pezzettini,in una folle dispersione.
A volte...invece...una specie d’allegrezza,come di uccello che...cantando...voli di ramo in ramo,mi coglie all’improvviso e cinguettando esco di casa e bevo l’aria a pieni polmoni.
Sono i momenti in cui riscopro,al di là delle parole ordinarie con cui si suole descrivere la propria esistenza,altre parole fin lì mute,silenti...fatte di suoni,colori,odori e rumori.Che scorrono a fiotti nel flusso della coscienza.L’espressione chiave è....emozione. Quella che cerco nel quotidiano come nei viaggi,ormai non più scoperta di luoghi e persone o collezione di immagini ...ma riscoperta di suggestioni e stimoli che nutrono i pensieri e riempiono il cuore(al punto che il “bello“ non risiede nella magnificenza delle architetture e della storia delle città o nello splendore della natura...ma è nell’ispirazione che mi coglie a Foggia come a Margherita di Savoia,a Torino di Sangro come a Venezia..). E se è vero...come la saggezza latina sentenzia....che PRIMUM VIVERE,DEINDE PHILOSOPHARI...la mia natura iconoclasta mi porta ad infrangere gli schemi consueti di un’esistenza media,sedicente piena,lineare e..... a ricercare l’assoluto. Anche in una passeggiata. Anche in un vino. Nello scrivere e nel poetare. Sempre in una relazione.
ROSARIO TISO
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