Migliaia e migliaia di mail da parte di un soggetto che sostiene falsamente di averci filmato e minaccia di denunciare il titolare della casella di posta elettronica, stanno giungendo su una miriade d’indirizzi. A lanciare l’allerta ancora una volta è la Polizia Postale sulla pagina Facebook “Commissariato di P.S. Online - Italia”, con un post che rimanda direttamente al sito istituzionale che, per rilanciare l’attenzione di chiunque utilizza una casella di posta elettronica, ha anche pubblicato il testo e lo screenshot del falso cyber ricatto:
“….Pensi davvero che fosse una specie di scherzo o che puoi ignorarmi? Vedo cosa stai facendo, pedofilo. Smetti di fare shopping e xxxxxxxxx, il tuo tempo è quasi finito. Sì, so cosa stavi facendo sabato. Ti sto osservando…….. Se non finanzerai questo indirizzo bitcoin xxxxxxxxxxxxxxxxxx con 5.000 Euro entro xxxxxxxx prossimo, contatterò i tuoi parenti e tutti i tuoi iscritti nell’elenco e mostrerò loro le tue registrazioni di pedofilia.”
E’ questo il testo della email di spam che, nell’ambito del nuovo fenomeno di “estorsione”, viene recapitata agli ignari destinatari al fine di gettarli nel panico e indurli a pagare, in cryptovaluta, il prezzo per non divulgare i video .
Ecco dunque alcuni consigli su come comportarsi:
1. Mantenere la calma: Il criminale non dispone, in realtà, di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti;
2. Non pagare assolutamente alcun riscatto: l’esperienza maturata con riguardo a precedenti fattispecie criminose (come #sextortion e #ransomware ) dimostra che, persino quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina quale unico effetto un accanimento nelle richieste estorsive, volte ad ottenere ulteriore denaro;
3. Proteggere adeguatamente la nostra email (ed in generale i nostri account virtuali):
- Cambiare - se non si è già provveduto a farlo - la password, impostando password complesse;
- Non utilizzare mai la stessa password per più profili;
- Abilitare, ove possibile, meccanismi di autenticazione “forte” ai nostri spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare.”
Ancora una volta, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è il nostro livello d’attenzione che può fare la differenza per evitare di cascare in questo tipo di subdoli tentativi di frode. Nel caso siate comunque incappati nella rete del falso “ricattatore”, potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.
Ultimi Articoli
Teatro Menotti in Sormani: un mese di teatro, musica e grandi protagonisti
Serena Sinigaglia lascia il Teatro Carcano: dal 2027 al 2029 guiderà la Fondazione Teatri di Pistoia
Il Premio Strega 2026 arriva in tutta Roma con la finale in Campidoglio
Crans-Montana, Regione Lombardia ieri si è costituita parte civile per il rogo del locale Le Constellation
Coca-Cola Pizza Village 2026, a Pozzuoli sei giorni tra pizzerie, musica e incontri
IPRN Awards 2026, i trofei firmati Università di Parma tra AI e design
FDA approva la prima terapia genica per bambini con anemia falciforme dai 2 anni
Teatri OSCAR e ANGELI il cartellone della stagione 2026 -27
Lecco Film Fest 2026, quattro giorni “con tutte le sue creature” tra cinema, territorio e nuove generazioni