Dopo lo studio pubblicato dai ricercatori dell’IRE che svela uno dei meccanismi che regolano la resistenza all’ormonoterapia nei tumori mammari, ecco un nuovo traguardo che ci avvicina alla soluzione del problema, una nuova strategia terapeutica per i tumori resistenti al trattamento con i chemioterapici convenzionali.
Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista PLOS ONE che ha rivoluzionato il sistema editoriale medico-scientifico, abbattendo le barriere tra i ricercatori e dimostrando una particolare attenzione alla riproducibilità ed alla innovazione dei risultati.
La ricerca è stata coordinata dal Prof. Antonio Angeloni, in collaborazione con un gruppo di ricercatori che da anni studiano i meccanismi che controllano la proliferazione ed il differenziamento delle cellule epiteliali umane diretto dalla Prof.ssa Cinzia Marchese ed interamente realizzato nei laboratori dell’Università Sapienza di Roma.
Il lavoro è stato considerato una vera e propria rivoluzione copernicana in quanto ha contribuito a fornire una valida e possibile alternativa alle scelte terapeutiche nel trattamento del tumore della mammella.
Il carcinoma della mammella è il tumore più frequente della popolazione femminile e rappresenta la seconda causa di morte, dopo le malattie cerdiovascolari. Quando uno o più parenti di primo grado hanno un tumore della mammella, il rischio può essere maggiore di 5 o 6 volte. Ad oggi molti tumori della mammella possono essere efficacemente tenuti sotto controllo mediante terapia ormonale con tamoxifene e molecole analoghe. Tuttavia è ampiamente dimostrato in letteratura che, dopo un certo intervallo di tempo, in un’alta percentuale di casi si verifica una progressiva resistenza all’azione di questi farmaci che divengono inefficaci nel controllare la proliferazione delle cellule tumorali.
I nostri risultati si sono rivelati particolarmente innovativi perché, attraverso il blocco selettivo dell’espressione del KGFR, il recettore per il fattore di crescita dei cheratinociti (KGF), è stato possibile il ripristino dell’efficacia del tamoxifene sul controllo della proliferazione delle cellule tumorali.
Il KGFR è un recettore tirosino-chinasi localizzato sulla membrana plasmatica delle cellule epiteliali, in grado di controllarne la proliferazione (crescita), differenziamento e la sopravvivenza cellulare. Una revisione della letteratura recente lo ha posto, per le sue caratteristiche strutturali e funzionali, come una delle molecole chiave implicate nei meccanismi di resistenza al trattamento ormonale.
I risultati dello studio dimostrano che il silenziamento mirato del recettore KGFR, realizzato mediante la trasfezione di RNA interferenti su cellule di tumore della mammella, è stato in grado di ripristinare l’efficacia di farmaci antiblastici quale il 5-FU e molecole come il tamoxifene usato nella terapia ormonale, rendendo non più necessario il trattamento con altri farmaci.
I dati ottenuti nei modelli cellulari studiati si sono dimostrati molto promettenti indicando un nuovo possibile approccio terapeutico nel trattamento di tumori di natura epiteliale e nei casi nei quali si sia sviluppata nel tempo una farmaco-resistenza.
Il passo successivo dice il Prof. Frati, preside della Facoltà di Medicina della Sapienza e coautore del lavoro, sarà quello di procedere ad una fase pre-clinica, in modo da valutare l’efficacia di questo nuovo approccio terapeutico in pazienti affetti da tumori divenuti resistenti ai trattamenti antiblastici attualmente impiegati.
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