I messaggi anticancro sulle sigarette sono di breve effetto

l’effetto dei messaggi di avvertimento per la salute stampati sui pacchetti delle sigarette dopo un po’ va in fumo.

Per tenerne sempre alta l’efficacia bisogna cambiare periodicamente il messaggio ed inserire immagini shock legate a malati di cancro.

È la conclusione cui sono giunti degli esperti guidati da Gerard Hastings, al Centre for Tobacco Control Research, dopo un'indagine svolta in 7 paesi comunitari e commissionata dalla Commissione Europea.

Utile, secondo gli esperti, potrebbe essere anche inserire dei numeri cui rivolgere domande relative al rischio salute sui pacchetti

Centre for Tobacco Control Research


Alcuni dati sull’Argomento

Le prime misure legislative per regolare il consumo del tabacco sono state prese dal Governo e dal Parlamento alla fine degli anni 70. Bisogna sottolineare che, per ottenere questi provvedimenti, è stata sempre necessaria una enorme pressione dall’esterno.

Scritte di avvertimento

Nel 1978 sono state dichiarate obbligatorie, per la prima volta, scritte di avvertimento sui pacchetti delle sigarette. Il testo allora recitava: "Avvertimento dell’Ufficio federale della sanità . Il fumo può danneggiare la sua salute." Nel 1995 le scritte sono state uniformate a quelle dell’UE.
Dal 1986 è obbligatoria, sui pacchetti di sigarette, l’indicazione relativa al contenuto di catrame e nicotina.

Limitazione alla pubblicità del tabacco

Le prime limitazioni alla pubblicità , in particolare a quella rivolta ai giovani, sono state anch'esse fissate per legge nel 1978.

La pubblicità del tabacco è oggi vietata nei seguenti luoghi:

* Nei media elettronici
* Nei luoghi dove s'incontrano soprattutto minori di 18 anni
* Nelle riviste indirizzate ai minori di 18 anni

Limitazioni alla possibilità di acquistare derivati del tabacco

È vietato distribuire gratuitamente a minori di 18 anni derivati del tabacco. Non esiste invece al momento nessun divieto di vendita ai ragazzi. Se ne sta progettando uno per minori di 16 anni.
È vietata la vendita di tabacco da succhiare (Snus)

Protezione dal fumo passivo

La protezione dal fumo passivo sul posto di lavoro è stabilita per legge dal 1993. "Il datore di lavoro deve provvedere, nel quadro delle possibilità dell’azienda, affinchè i non fumatori vengano preservati dal fumo di altre persone".

Il fumo è inoltre vietato in numerosi edifici pubblici, in cui il divieto sia stato reso manifesto dall’azienda (ad es. posta, musei, teatri ecc.). In caso di trasgressione non vengono imposte multe.

Il Governo nazionale o il Parlamento non possono imporre un divieto del fumo nei ristoranti. Attualmente 6 Cantoni su 26 possiedono regolamenti che prescrivono la presenza di zone per non fumatori (generalmente tavoli) nei ristoranti. Sono i Cantoni di Basilea, Zurigo, Ticino, Argovia, Berna e Vallese.

Legislazione tributaria

Lo Stato incassa attualmente circa il 57 percento del prezzo di vendita delle sigarette sotto forma di tassa sul tabacco (51,7%), tassa sul valore aggiunto (7%) e di una imposta sulla coltivazione nazionale del tabacco (0,6%). Le entrate della tassa sul tabacco sono a destinazione vincolata e vengono utilizzati direttamente per opere sociali.

Programmi nazionali per diffondere l’abitudine a non fumare

Nel 1995 il governo ha emanato per la prima volta una serie di provvedimenti volti a diffondere l’abitudine a non fumare, con cui mette a disposizione ogni anno circa 1,5 milioni di $ USA. Per promozioni, pubblicità , sponsorizzazioni l’industria svizzera del tabacco spende ogni anno più di 60 milioni di $ USA.