CNR, Non è facile convivere con il diabete: tutti i giorni almeno 2-3 ’pic’, quegli antipatici prelievi dal polpastrello per controllare la glicemia nel sangue. Per ridurre questo fastidio, Sabato D’Auria e Mosè Rossi, dell’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp) del Cnr di Napoli, in collaborazione con l’Istituto Galileo Ferraris di Torino, stanno sviluppando un sistema alternativo e più pratico in grado di sorvegliare il glucosio in modo continuo. Basterà infatti impiantare sotto pelle un piccolo sensore per sapere se è necessario consumare più o meno zuccheri.
"Il primo passo", racconta Sabato D'Auria, " è stato quello di individuare la proteina che lega il glucosio, la glucose-binding protein, che abbiamo poi nanoimmobilizzato, tramite fascio di elettroni, su un supporto solido, il chip per l’appunto, formato da silicio poroso."
Una volta impiantato il sensore sotto pelle, l’interazione tra proteina e glucosio provoca un cambiamento delle proprietà ottiche della proteina stessa, ossia diverso colore o diversa intensità di colore, a seconda della quantità di glucosio presente nel sangue in quel momento.
Il "kit-on-a-chip" appena brevettato dall’Ibp-Cnr permette, inoltre, il collegamento a sistemi integrali di comunicazione, come il wireless; questo significa che, se il paziente si trova in condizioni di ipo- o iperglicemia, il medico viene automaticamente allertato del pericolo.
Si tratta di una tecnologia indubbiamente interessante, anche perché può avere applicazioni in vari settori: nella diagnostica clinica, nell’agroalimentare, nell’ambientale e nella sicurezza. "Se immobilizziamo tanti anticorpi", spiega Mosè Rossi, “ad esempio quelli specifici per aids, epatite o streptococco, possiamo realizzare un “lab-on-a-chip”; possiamo cioè mettere a punto potenzialmente un bio-chip per uno screening completo di tutte le malattie. E se al posto degli anticorpi blocchiamo sul chip le proteine dell’antrace, possiamo sviluppare anche un sensore che aiuti le forze dell’ordine a prevenire eventuali attacchi terroristici."
Ma altri importanti progetti sono in vista per l’Ibp-Cnr. "Siamo stati invitati dall’Esa a partecipare alla missione "Mars Rover 2006", informano i due ricercatori. "In collaborazione con Spagna e Portogallo svilupperemo un biosensore in grado di individuare dei biomarker specifici per verificare eventuali forme di vita su Marte."
Anna Capasso
Fonte: Sabato D’Auria e Mosè Rossi, Istituto di biochimica delle proteine del Cnr, Napoli, tel. 081/6132250, e-mail: s.dauria@ibp.cnr.it, m.rossi@ibp.cnr.it
Ultimi Articoli
PMI e Intelligenza Artificiale, il nodo è il metodo: senza regole l’innovazione resta apparente
San Siro, debutto con Sfera Ebbasta: parcheggio bici gratuito e custodito per i concerti di luglio
Teatro Menotti in Sormani: un mese di teatro, musica e grandi protagonisti
Serena Sinigaglia lascia il Teatro Carcano: dal 2027 al 2029 guiderà la Fondazione Teatri di Pistoia
Il Premio Strega 2026 arriva in tutta Roma con la finale in Campidoglio
Crans-Montana, Regione Lombardia ieri si è costituita parte civile per il rogo del locale Le Constellation
Coca-Cola Pizza Village 2026, a Pozzuoli sei giorni tra pizzerie, musica e incontri
IPRN Awards 2026, i trofei firmati Università di Parma tra AI e design
FDA approva la prima terapia genica per bambini con anemia falciforme dai 2 anni