“Dum Romae consulitur Saguntum morietur””¦ vecchia citazione latina, che significa “Mentre a Roma si discute, a Sagunto si muore”, si tratta di una frase pronunziata nel Senato romano nel periodo di massima ostilità fra Roma e Cartagine, ma al di la del fatto storico contingente la si usa ancor oggi per dire che mentre a Roma si discute, altrove, ossia in giro per la nostra penisola, ci sono problemi di cui nessuno si cura.
La sapevate l’ultima?
Fino a pochi giorni fa se un pubblico dipendente si ammalava e la malattia lo rendeva inabile permanentemente al servizio, non lo si poteva licenziare, ma lo si destinava ad altra attività statale che fosse in grado di svolgere. Esempio: conobbi anni fa una professoressa di matematica che ebbe un esaurimento nervoso e, per tale motivo, non era più in grado di fare il suo lavoro.
Il provveditorato la destinò a lavori di segreteria. Nulla di male, anzichè assumere un applicato di segreteria in più, applicato di cui quell’istituto avrebbe avuto bisogno, nella scuola in cui lei era di ruolo si adattò a fare la segretaria. Ho saputo di recente di un postino, ammalatosi gravemente, che non era più in grado di girare in motorino a consegnare la corrispondenza, per questo è stato messo a lavorare ad uno sportello in un ufficio postale. In questi casi è evidente che questa gente non ha portato via niente a nessuno, è stata destinata a fare lavori per i quali, se non fossero stati incaricati loro, si sarebbe dovuta assumere altra gente.
Ma ora Brunetta ha deciso, è una norma nel suo “pacchetto” di riforme campate per aria, che se un pubblico dipendente si ammalerà in modo tale da essere inabile a svolgere la propria mansione, potrà essere tranquillamente licenziato. Quindi se un professore o un postale o un impiegato del catasto si ammalerà , che ne so, di tumore o di esaurimento, la Pubblica Amministrazione lo potrà licenziare senza alcuna indennità e lui potrà , grazie a Brunetta, andare a morire sotto i ponti, visto che senza lavoro e senza stipendio, non si vive.
Allora, dove sono di fronte a questa decisione scandalosa i vescovi italiani che, spesso, parlano un po’ troppo? Sono tanto impegnati a difendere i minareti in Svizzera che non hanno tempo di occuparsi della vita dei cattolici italiani e non ditemi che non tocca ai vescovi parlare del diritto alla salute, perché se è per questo non tocca loro neppure parlare di politica, immigrazione e minareti svizzeri, ma lo fanno e fin troppo. Dove sono i politici del PDL?
Certo, devono pensare al processo breve e non alle “mattane” di un loro ministro.
E dove sono quelli del PD?
A discutere di castelli in aria e di No Berlusconi day.
E dove sono tutti gli altri? I Sindacati, i Patronati? E dov'è la Corte Costituzionale?
La malattia è un diritto riconosciuto dalla Costituzione; mentre questi signori di destra, sinistra, centro, cattolici e cattocomunisti e magistrati pure, giocano a rimpiattino, chi si trova imbrogliato è il lavoratore in questo caso specifico e gli italiani più in generale.
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